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Italgrob, il fatturato dei distributori bevande cresce del 2,4% nel 2026

Agli Stati Generali del Mercato Food & Beverage, Italgrob presenta i dati 2026: il comparto Beverage vale oltre 22 miliardi di euro, con i distributori a +2,4%. Consumi fuori casa in lieve calo, ma crescono pranzo e alta ristorazione.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Il mercato italiano del Food & Beverage tiene, ma i consumi diventano più selettivi e la filiera deve fare i conti con un quadro in trasformazione. È il messaggio emerso dagli Stati Generali del Mercato Food & Beverage in Italia 2026, promossi a Milano da Italgrob, la Federazione Italiana Distributori Ho.Re.Ca. associata a Confindustria, con la partecipazione dei principali attori della filiera e dei vertici delle associazioni di categoria. Il tema scelto per l'edizione di quest'anno è «Nuove sfide di filiera: fra consumi in calo e domanda che cambia».

Il comparto Beverage vale oltre 22 miliardi di euro, una stima che somma il fatturato dei canali verso il punto di consumo. Secondo i dati presentati da Circana, nel 2026 il mercato italiano delle bevande ha registrato una dinamica moderatamente positiva in termini di fatturato: +2,4% per i Distributori Bevande, +3,4% per i Cash&Carry e +1,4% nella Grande Distribuzione Organizzata. A sostenere la performance hanno contribuito una stagione turistica particolarmente favorevole e un'estate eccezionalmente calda, che hanno accelerato la domanda in numerose categorie.

La crescita dei volumi supera il 2%, trainata soprattutto dall'acqua, che si conferma il principale driver del mercato con oltre il 50% dei volumi complessivi. Segnali positivi arrivano anche da bevande gassate, energy drink, birra e aperitivi alcolici. Sul fronte dell'innovazione, però, il quadro mostra un rallentamento: la crescita del 2026 è stata alimentata principalmente dalle referenze storiche e dai prodotti già presenti sul mercato. Le prime cento referenze generano oltre il 36% del fatturato totale, a conferma di un mercato fortemente guidato dalle marche e dai prodotti leader.

Le pressioni inflattive che avevano caratterizzato gli anni precedenti risultano oggi decisamente attenuate nel Beverage. A fronte di un'inflazione generale italiana indicata al 4,2% a settembre 2026, il comparto presenta dinamiche più contenute, grazie alla capacità della filiera di assorbire una parte significativa delle pressioni sui costi senza trasferirle integralmente al punto vendita finale e al consumatore. Restano però aree di preoccupazione il costo della vita, le spese energetiche e le tensioni geopolitiche: due consumatori su tre dichiarano che la propria situazione finanziaria condiziona la frequenza e le modalità di consumo nei bar, nei ristoranti e nei locali.

Il cambiamento climatico non è più soltanto una variabile esterna, ma un fattore strutturale che richiede una filiera più resiliente e agile. In questo scenario diventano sempre più rilevanti la gestione degli stock, i flussi logistici, la rapidità decisionale, la disponibilità di prodotto e il livello di servizio. La filiera è chiamata a rafforzare la capacità di anticipare la domanda e a garantire continuità operativa lungo tutta la catena del valore.

Sul fronte dei consumatori, le evidenze Formind descrivono un 2026 di complessa interpretazione, caratterizzato da fenomeni diversi e spesso contrastanti. Il carovita non cancella il desiderio di fuori casa, ma eleva le pretese. La destrutturazione dei momenti di consumo, la ricerca del compromesso tra esigenze e spesa, l'attenzione a etica e sostenibilità e il confronto tra le necessità dell'esercente e quelle del consumatore contribuiscono alla costruzione di una nuova «ingegneria di servizio».

L'analisi di TradeLab sui consumi fuori casa mostra nei primi otto mesi del 2026 una lieve contrazione: le visite calano dello 0,6%, proseguendo un trend di flessione già evidente nel 2025 (-1,1%), mentre il valore segna una leggera contrazione (-0,2%). Il consumatore fuori casa diventa quindi più selettivo. A livello di occasioni di consumo si conferma la crescita delle visite a pranzo (+1,7%), mentre restano in difficoltà l'aperitivo serale (-3,1%) e il dopo cena e notte. Sul fronte dei canali si arresta la crescita delle visite della ristorazione commerciale in catena (0,04%). La ristorazione indipendente è sostanzialmente stabile, ma sempre più polarizzata: i ristoranti di fascia alta crescono (+2,9%), mentre quelli di fascia bassa e media calano, a conferma che la ricerca di qualità anche accessibile resta un driver fondamentale per il mercato.

Dal punto di vista delle generazioni recupera la GenZ, con visite in crescita dell'1,5% rispetto all'anno precedente, mentre cala sensibilmente la frequentazione di bar e ristoranti da parte della GenX (-4%). Per Antonio Portaccio, presidente di Italgrob, non è più sufficiente analizzare ciò che sta accadendo: «Dobbiamo decidere come affrontarlo e quale ruolo vogliamo avere nella costruzione del futuro». Il Food & Beverage, ha aggiunto, non è una semplice filiera lineare, ma un ecosistema interdipendente in cui il prezzo non può essere l'unico terreno di confronto: di fronte alle sfide geopolitiche, al carovita e alla contrazione dei consumi che stanno trasformando le abitudini delle famiglie, occorre tornare a parlare di valore.