Il governo messicano ha annunciato l'apertura di 37.503 nuovi posti nelle istituzioni pubbliche del Paese per gli studenti che non sono stati ammessi all'Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM), uno degli atenei più prestigiosi dell'America Latina. La decisione arriva dopo che l'università è stata costretta a ripetere l'ultimo esame di ammissione per sospetti imbrogli realizzati con l'ausilio dell'intelligenza artificiale e per altre irregolarità emerse durante il primo processo di selezione, svolto interamente online.
La presidentessa del Messico, Claudia Sheinbaum, ha precisato che da oggi, 25 agosto, sarà attiva la piattaforma Educación Superior 2026 del Ministero dell'Istruzione Pubblica (SEP), dove gli aspiranti studenti potranno consultare le opzioni disponibili, suddivise per istituto, corso di laurea, area accademica e vicinanza alla residenza dei candidati. Sheinbaum ha puntualizzato che il Ministero dell'Istruzione non assegnerà direttamente i posti: la piattaforma consentirà agli studenti soltanto di esaminare le alternative disponibili e di effettuare la propria scelta in autonomia.
L'annuncio arriva al termine della prova di controllo in presenza organizzata dalla UNAM per migliaia di candidati, che si è svolta tra il 12 e il 19 agosto scorsi. L'ateneo aveva sospeso temporaneamente le immatricolazioni e risolto il contratto con la società responsabile della piattaforma impiegata per l'esame digitale, dopo il riscontro di anomalie nei punteggi e di truffe commesse tramite IA. La ripetizione della prova, tuttavia, non ha placato del tutto le polemiche, che hanno riacceso i riflettori sull'altissima domanda di accesso all'università.
La UNAM è la principale università del Paese e tra le più grandi dell'America Latina, e ogni anno lascia fuori migliaia di giovani a causa della sproporzione tra i posti disponibili e il numero di aspiranti studenti. Immatricolarsi nel prestigioso istituto è considerato in Messico una vera e propria questione di status, tanto da spingere i futuri studenti a tentare qualsiasi mezzo pur di assicurarsi un posto al suo interno. La crisi legata all'esame di ammissione ha quindi riacceso il dibattito sull'accesso all'istruzione superiore pubblica nel Paese.
La misura del governo mira a placare il malcontento delle migliaia di candidati esclusi, offrendo loro una alternativa concreta nelle istituzioni pubbliche del Paese. La piattaforma del Ministero dell'Istruzione Pubblica rappresenta il primo passo di questo piano, che punta a ridistribuire gli studenti respinti dalla UNAM verso altri atenei, sulla base delle loro preferenze e della vicinanza geografica. Resta da vedere se i nuovi posti saranno sufficienti a soddisfare la domanda e a rispondere alle critiche sollevate dalla gestione dell'esame di ammissione.