Il governo Meloni ha superato la soglia dei quattro anni di durata, un traguardo che nessun esecutivo aveva mai raggiunto nella storia repubblicana. Per l'occasione, Palazzo Chigi ha pubblicato un documento di 71 pagine che raccoglie i numeri principali e i provvedimenti adottati dall'insediamento, presentato come il frutto del lavoro dell'esecutivo e della macchina amministrativa dello Stato.
Sul fronte del lavoro, il rapporto indica un aumento di 1,4 milioni di posti stabili e un tasso di occupazione salito dal 60,1% del 2022 al 63% nel primo semestre del 2026. Il numero complessivo di occupati ha toccato un record storico di 24,4 milioni. Tra le misure citate figurano la super deduzione al 120% del costo del lavoro per i nuovi assunti, il cosiddetto principio «più assumi, meno paghi», e il salario giusto legato ai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Il Reddito di cittadinanza è stato abolito e sostituito dall'Assegno di inclusione per le famiglie con minori, over 60 e disabili, e dal Supporto formazione lavoro per gli occupabili.
Sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il documento segnala lo sblocco delle assunzioni in Inail e Inps, il raddoppio delle assunzioni previste nell'Ispettorato e l'arrivo di 100 carabinieri per la tutela del lavoro. Sono previsti inoltre il tracciamento dei mancati infortuni, l'interoperabilità delle banche dati e la sperimentazione del badge di cantiere. A questo si aggiungono 30 milioni in più per le vittime di infortuni sul lavoro e 26 milioni per borse di studio destinate ai figli superstiti, oltre alla copertura Inail per studenti e personale scolastico e alla reintroduzione del reato di somministrazione illecita di lavoro.
Sui conti pubblici, il rapporto deficit/Pil è calato al 2,9% nella previsione per il 2026, rispetto all'8,9% del 2021. Lo spread è passato dai 236 punti del 22 ottobre 2022 ai 109 punti del 15 ottobre di quest'anno, mentre la borsa registra un incremento del 130% rispetto a ottobre 2022. Vengono ricordate anche la Zes unica, con 10 miliardi di crediti d'imposta e un impatto economico complessivo stimato in 60 miliardi, e la decontribuzione al Sud, con oltre 7 miliardi fino al 2030 per chi assume.
Il capitolo sul Pnrr rivendica il primato italiano in Europa per obiettivi raggiunti e progetti attivati, pari a 690mila. Sono citati anche la riforma delle politiche di coesione e i 34 accordi per lo sviluppo e la coesione siglati con le regioni. Sul commercio estero, l'export segna un aumento di 17 miliardi rispetto al 2022 e un nuovo record per l'agroalimentare, arrivato a 73 miliardi. Il tasso di disoccupazione, si legge, è sceso sotto la media europea e dell'Eurozona.
Tra le opere pubbliche, il documento indica 256 miliardi stanziati per infrastrutture e opere pubbliche, le riforme del Codice degli appalti e della governance portuale, il decreto Salva Casa, il nuovo Codice della Strada e oltre 20 milioni nel 2026 per i genitori separati o divorziati. Sono previsti 91 milioni ai piccoli Comuni e quasi 5 miliardi per le aree interne, 6,35 miliardi per 729 interventi sulle infrastrutture idriche e 3,4 miliardi per le opere del Giubileo 2025. Il Piano casa punta a 100mila alloggi in dieci anni.
In politica estera, Palazzo Chigi rivendica il ritorno dell'Italia «protagonista nel mondo», con l'impegno per la pace in Medio Oriente e in Ucraina, il rapporto paritario con l'Africa e il Sud globale, il nuovo partenariato strategico con la Cina e il Piano Mattei per l'Africa. Il documento dedica spazio anche al Piano antiviolenza, all'introduzione del reato autonomo di femminicidio e al potenziamento del Codice Rosso, oltre agli interventi per famiglie e natalità, al Piano carceri e agli stanziamenti record per il Fondo sanitario nazionale.