Il governo incassa un nuovo dato economico positivo a due giorni dalla celebrazione del record di permanenza a Palazzo Chigi. L'Istat ha confermato le stime preliminari diffuse a fine luglio: nel secondo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1% su base annua. La variazione acquisita per l'intero anno 2026 resta quindi confermata, e la premier Giorgia Meloni arriva all'appuntamento di Bari con numeri che indeboliscono le critiche delle opposizioni.
Dal lato dell'offerta, l'Istat registra una flessione del valore aggiunto dell'agricoltura (-0,2%) e dell'industria (-0,5%), mentre i servizi crescono dello 0,4%. Sul versante della domanda, tutte le componenti della domanda finale nazionale hanno contribuito positivamente alla crescita, inclusa la variazione delle scorte; negativo invece il contributo della domanda estera netta. Le ore lavorate sono aumentate dello 0,3% e i redditi da lavoro dipendente pro-capite dello 0,6%.
A luglio il tasso di disoccupazione è sceso al 5,8%, con un calo di 0,1 punti rispetto al mese precedente. Il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito dell'1,1%, pari a 17mila unità in meno, con una riduzione che riguarda gli uomini e tutte le classi d'età a eccezione dei 35-49enni. Il tasso di disoccupazione giovanile, invece, è salito al 18,9% (+0,2 punti). Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono calati dello 0,1% (-17mila unità), mentre il tasso di inattività è rimasto invariato al 32,8%.
Il numero degli occupati è rimasto stabile su base mensile, ma rispetto a luglio 2025 è cresciuto dell'1,3%, pari a 307mila unità in più. L'aumento ha interessato uomini, donne, la fascia 25-34 anni e gli over 50, mentre tra i 15-24enni e i 35-49enni gli occupati sono diminuiti. Su base annua il tasso di occupazione è salito di 0,8 punti. Secondo i dati Istat, a luglio gli occupati sono 24 milioni e 370mila.
Il governo ha subito rivendicato i risultati. Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d'Italia, ha sottolineato che rispetto all'insediamento del governo Meloni, nell'ottobre 2022, gli occupati sono aumentati di 1 milione e 139mila unità, con una crescita particolare dei rapporti di lavoro stabili: oltre 1,3 milioni di dipendenti a tempo indeterminato in più e una diminuzione dei contratti a termine. «Questi risultati non arrivano per caso», ha detto Osnato, citando la fine del Reddito di cittadinanza, gli incentivi alle assunzioni, il taglio del cuneo e la riforma dell'Irpef come strumenti che hanno premiato il lavoro stabile, soprattutto per giovani, donne e Mezzogiorno.
Anche il sottosegretario al Lavoro, il leghista Claudio Durigon, ha commentato i dati definendoli «confortanti» e ha parlato di misure che «hanno funzionato» nonostante un contesto internazionale instabile. Durigon ha indicato tra le sfide ancora aperte il lavoro per i giovani, l'aumento del lavoro sicuro e di qualità e la competitività delle imprese. I dati arrivano mentre export e Piazza Affari sono ai massimi storici, un quadro che il governo considera positivo e che lascia poco spazio alle critiche di Pd e Movimento 5 Stelle in vista dell'appuntamento di venerdì a Bari.