Una nuova ondata di allarmi bomba ha interessato decine di voli commerciali in diversi Paesi europei, con ripercussioni anche sugli scali italiani. Le segnalazioni si sono concentrate nell'arco di poche ore, costringendo le autorità aeroportuali a procedere con le verifiche di sicurezza previste e generando confusione tra passeggeri ed equipaggi. L'ultimo episodio riguarda il Terminal 3 dell'aeroporto di Fiumicino, dove i controlli hanno comportato ritardi e disagi per chi doveva partire.
Dietro le email che hanno accompagnato le minacce c'è, secondo le ricostruzioni, un gruppo ultranazionalista e misogino legato al movimento dei cosiddetti Combattenti dello Stato Maschile. Il suo leader è indicato in Vladislav Pozdnyakov, figura di origine russa già nota alle autorità internazionali. Le email firmate dal gruppo contenevano messaggi minacciosi rivolti all'Italia. In occasione di alcuni allarmi, aerei dell'aeronautica militare hanno scortato i voli interessati, una misura adottata per garantire la sicurezza durante le procedure di allerta.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito la vicenda una forma di guerra ibrida, sottolineando la possibilità di un coordinamento esterno dietro la rete di azioni di sabotaggio. Secondo il ministro, gli allarmi si inseriscono in una sequenza di episodi che comprende precedenti attacchi contro supermercati e celle refrigerate, letti come parte di una strategia più ampia di destabilizzazione. Il quadro, tuttavia, non è ancora completo: l'attribuzione definitiva delle responsabilità e l'eventuale ruolo di attori esterni non sono stati confermati dalle autorità.
Le verifiche condotte finora hanno accertato che gli allarmi erano falsi, e il trasporto aereo continua a essere considerato il sistema più sicuro. Alcuni degli aerei coinvolti erano diretti o operavano in Italia, e le procedure di sicurezza sono state applicate secondo i protocolli previsti. Gli investigatori proseguono nell'accertare chi abbia inviato le comunicazioni e con quali collegamenti, mentre l'attenzione delle istituzioni resta rivolta sia alla tutela dei passeggeri sia all'identificazione dei responsabili.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per le azioni ibride nel continente europeo, dove episodi di sabotaggio e minacce a infrastrutture civili sono sempre più al centro del dibattito sulla sicurezza. Il fatto che i messaggi siano firmati da un gruppo con una matrice ideologica dichiarata, ostile alle donne e ai sostegni all'Ucraina, rende la questione anche un tema politico oltre che di ordine pubblico. Per i viaggiatori, nel frattempo, la conseguenza più immediata resta quella dei ritardi e delle verifiche supplementari sui voli.