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Lotito ai pm: «Pezzi di politica contro di me». Accusa Angelucci e Forza Italia

Il patron della Lazio Claudio Lotito, interrogato dai magistrati, denuncia pressioni per vendere il club e accusa esponenti politici, tra cui l'editore del Tempo Angelucci, di aver commissionato articoli contro di lui. Nel verbale anche i sospetti sull'editore della Lega.

«Pezzi di politica contro di me». Lotito contro Angelucci e Forza Italia
Lotito ai pm: «Pezzi di politica contro di me». Accusa Angelucci e Forza Italia
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Il patron della Lazio, Claudio Lotito, ha accusato «pezzi di politica» di aver orchestrato una campagna di pressioni contro di lui per costringerlo a cedere il club biancoceleste. Lo ha fatto nel corso di un interrogatorio davanti ai pubblici ministeri, secondo quanto emerge dal verbale dell'audizione. L'imprenditore ha indicato in particolare l'editore de Il Tempo, l'imprenditore Angelucci, e ambienti di Forza Italia come i mandanti di una serie di articoli ostili pubblicati sul quotidiano romano.

Nel corso del suo intervento, Lotito ha invitato gli inquirenti a verificare chi avesse commissionato quei pezzi, indicando esplicitamente il nome del direttore editoriale e politico Daniele Capezzone, chiamato in causa come firma degli articoli in questione. Secondo la ricostruzione fornita dal patron, la campagna stampa faceva parte di un disegno più ampio volto a mettere in difficoltà la sua gestione della Lazio e a favorire un cambio di proprietà.

Il verbale dell'interrogatorio contiene anche riferimenti ad altri soggetti dell'ambiente politico e imprenditoriale. Lotito avrebbe parlato di sospetti nei confronti dell'editore vicino alla Lega, senza però fornire dettagli ulteriori su nomi o ruoli specifici. Le sue dichiarazioni si inseriscono in un contesto di crescente attenzione mediatica e giudiziaria sulle vicende societarie della Lazio e sui rapporti tra il mondo del calcio e la politica.

Stando a quanto filtra dagli atti, Lotito avrebbe riferito ai magistrati di essersi sentito minacciato e di essere arrivato a girare armato con due pistole per paura. Una circostanza che, se confermata, aggiunge un elemento di gravità alle sue dichiarazioni e getta luce sulle tensioni che avrebbero accompagnato le pressioni per la vendita del club. Il patron avrebbe inoltre fatto riferimento a un presunto interessamento di altri imprenditori, tra cui il nome di Commisso, già proprietario di un'altra società di Serie A, che secondo una testimonianza riferita da Bisignani avrebbe manifestato l'intenzione di rilevare la Lazio.

Le accuse di Lotito aprono uno scenario delicato, perché coinvolgono esponenti di primo piano del centrodestra e un editore che ha legami con la Lega. La vicenda si intreccia con le inchieste sulla gestione della Lazio e con il dibattito pubblico sulla trasparenza nel mondo del calcio. Al momento non risultano conferme indipendenti sulle responsabilità indicate da Lotito, che restano dichiarazioni rese agli inquirenti e come tali dovranno essere verificate dagli organi competenti.

La posizione di Lotito, che da anni guida la Lazio, si inserisce in un quadro di rapporti complessi tra politica, editoria e sport. L'imprenditore ha più volte rivendicato la propria autonomia gestionale e ha respinto le ipotesi di cessione. Le sue parole ai pm rappresentano ora un nuovo capitolo di una vicenda che potrebbe avere sviluppi sul piano giudiziario e su quello politico, con possibili ripercussioni sugli equilibri interni al centrodestra e sul futuro della società biancoceleste.

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