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Snøhetta inaugura la Shanghai Grand Opera House con un tetto pubblico a spirale

Dopo quasi un decennio di lavori, apre il 17 ottobre 2026 la nuova sede dell'opera di Shanghai firmata Snøhetta: 146.786 metri quadrati, tre sale per 4.200 posti e una copertura bianca a spirale accessibile a tutti, anche senza biglietto.

La Shanghai Grand Opera House apre ufficialmente il 17 ottobre 2026 sulle rive del fiume Huangpu, portando un nuovo landmark culturale nel cuore della metropoli cinese. Il progetto è firmato dallo studio norvegese Snøhetta, che ha vinto il concorso internazionale nel 2016 e ha sviluppato l'opera in collaborazione con l'East China Architectural Design & Research Institute, Theatre Projects e Nagata Acoustics, con l'incarico formale assegnato a un consorzio nel 2019.

L'edificio si estende su 146.786 metri quadrati e ospita tre auditorium per una capacità complessiva di 4.200 posti, oltre a spazi per le prove, la produzione, l'educazione, le mostre e l'ospitalità. Ma l'ambizione dello studio va oltre la creazione di una venue di primo livello: la struttura è concepita come una destinazione pubblica accessibile, pensata per accogliere residenti e visitatori anche senza biglietto, invitandoli a vivere l'architettura e il paesaggio circostante.

L'elemento architettonico più riconoscibile è il tetto bianco che si solleva dal terreno in una spirale continua, ispirata al movimento del fiume Huangpu e alla geometria del ventaglio tradizionale cinese. Una scala a spirale conduce i visitatori dal livello della strada alla copertura, trasformata in terrazza panoramica, palco informale e spazio di ritrovo per tutto l'anno. Con viste aperte sullo skyline di Shanghai, il tetto rappresenta forse la caratteristica più democratica dell'edificio: un'esperienza architettonica che non richiede alcun biglietto d'ingresso.

La continuità tra esterno e interno si riflette nella facciata geometrica, che collega i diversi livelli pubblici bilanciando trasparenza e chiusura. Le ampie superfici vetrate portano luce naturale negli spazi condivisi, mentre l'illuminazione esterna trasforma le torri sceniche in volumi luminosi dopo il tramonto. Al piano terra il paesaggio circostante segue un'impostazione radiale che estende la geometria dell'edificio nel distretto di Expo Houtan, rafforzando il legame con il parco e il lungofiume adiacenti. Ristoranti, spazi espositivi e strutture educative integrano ulteriormente il complesso nella vita urbana quotidiana, assicurando che l'edificio resti attivo anche al di fuori delle rappresentazioni in cartellone.

All'interno il linguaggio architettonico cambia: al bianco predominante dell'esterno si sostituiscono ambienti riccamente materici. Il cuore del progetto è la Harmony Hall, una sala da 2.000 posti disposta su cinque livelli, con un interno rosso scuro pensato per esaltare l'acustica della voce umana. Balconate e piccoli palchi laterali creano un rapporto più ravvicinato tra pubblico e interpreti. La Soar Theatre, da 1.200 posti, offre un ambiente più intimo per opera classica, operetta, produzioni regionali e teatro, mentre la Open Stage, da 1.000 posti, introduce configurazioni flessibili di sedute e palco per spettacoli sperimentali, con viste panoramiche sul parco circostante.

Pur differenziandosi per scala, atmosfera e requisiti tecnici, le tre sale condividono un'identità architettonica coerente sotto il tetto a spirale. Materiali selezionati con cura, palette cromatiche contrastanti e percorsi di circolazione fluidi guidano i visitatori attraverso l'edificio, facendo del movimento stesso parte dell'esperienza. Strategie di progettazione passiva, luce naturale e integrazione paesaggistica contribuiscono all'approccio ambientale del complesso.

La stagione inaugurale, in programma fino al 20 febbraio 2027, prevede 82 spettacoli in 47 produzioni, con un cartellone che spazia dall'opera tradizionale e dalla musica classica alle proposte sperimentali. La Shanghai Grand Opera House si propone così come un'istituzione culturale il cui ruolo pubblico va ben oltre gli spettacoli ospitati: il sipario si alza all'interno, ma gli architetti hanno voluto che fuori ci sia molto da vivere.

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