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Prezzi carburanti in calo, il price cap convince il 45 per cento dei distributori

Il prezzo medio della benzina self service scende a 2,111 euro al litro, ma il tetto voluto dal governo resta a macchia d'olio: aderisce il 45 per cento dei punti vendita. Eni, Ip e Q8 procedono con gradualità.

Caro carburanti, Ministero delle imprese: “Scende il prezzo medio”. Ma il “tetto” è a macchia d’olio. Urso: “Ha aderito il 45 per cento dei distributori”
Urso ordina il price cap a 1,99 euro anche nei distributori privati: «Chi non aderisce resta aperto, ma solo per far entrare aria»
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Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è in calo. Secondo gli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio del Ministero delle imprese e del made in Italy, guidato da Adolfo Urso, la benzina al self service è scesa a 2,111 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 2,316 euro. Sulla rete autostradale i valori restano più alti: 2,138 euro al litro per la benzina e 2,345 euro per il gasolio.

Il calo è in parte legato alla decisione di Eni, Ip e Q8 di applicare un price cap, progressivamente esteso ai propri punti vendita. Nei distributori interessati il prezzo praticato è di 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, con un divario consistente rispetto agli altri impianti. Per ora, ha dichiarato il ministro Urso, «il 45 per cento dei punti vendita, circa 22mila» ha aderito alla politica del tetto ai prezzi esortata dal governo.

A partire dal primo ottobre anche Q8 applicherà un price cap su benzina e gasolio, accogliendo l'invito dell'esecutivo. Lo ha annunciato la compagnia del Qatar, con il ringraziamento pubblico della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier ha ribadito la soddisfazione per le scelte di Eni e Ip durante la conferenza di ieri sera con il primo ministro della Repubblica Ceca Andrej Babiš, a Praga, sottolineando l'obiettivo di calmierare i prezzi per gli utenti.

Restano però differenze tra i gruppi. Il tetto al prezzo è stato adottato da lunedì per tutti i distributori del cane a sei zampe, mentre Ip ha comunicato un'adozione graduale: prima 300 impianti, da raddoppiare nei prossimi giorni. Il totale dei distributori Ip ammonta a 3.500 impianti del gruppo e non ci sono certezze sulla decisione dei gestori riguardo al price cap. Potrebbe dunque restare il divario con i prezzi applicati da Eni, fermi a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio.

Anche Q8 ha scelto la linea di un'adozione graduale da parte dei punti vendita. «Il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell'azienda», ha spiegato la compagnia. Si procede quindi a macchia d'olio, secondo Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli: «Gli impianti no logo che non possono permettersi una scontistica così forte hanno venduto al massimo mille litri al giorno». L'obiettivo, ha concluso Marsiglia, è «portare tutti gli operatori, anche quelli indipendenti, a poter applicare questi sconti».

Sul fronte degli sconti, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato la prosecuzione delle agevolazioni sul gasolio fino al 6 ottobre: «Poi si vedrà». La misura, pensata per contenere l'impatto sulle famiglie e sulle imprese, sarà valutata nei prossimi giorni. Il quadro resta quindi in evoluzione: da un lato la discesa dei prezzi medi, dall'altro la copertura ancora parziale del price cap, che divide il settore tra grandi compagnie e gestori indipendenti.

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