La borsa FRAKTA di Ikea è uno degli oggetti più riconoscibili del design contemporaneo: capiente, resistente, capace di contenere 71 litri. Ma proprio la sua generosa volumetria la rende scomoda da riporre quando non viene utilizzata. La designer industriale austriaca Lisa Klingersberger, specializzata nella piegatura di tessuti, si è posta una domanda apparentemente semplice: è possibile far compattare questa borsa iconica in modo più efficiente?
Klingersberger, che ha dedicato la sua tesi di Master all'Università di Salisburgo al tema «Purpose Driven Computational Origami in Industrial Design», ha applicato le sue competenze al polipropilene blu della FRAKTA. Il risultato è un prototipo che, grazie a pieghe nette e precise, riduce la borsa a dimensioni paragonabili a quelle di un ombrello piegato. Un intervento minimale sull'oggetto, ma che ne cambia radicalmente la praticità d'uso quotidiano.
Il progetto è nato come iniziativa autonoma e personale della designer, non commissionata da Ikea. Klingersberger ha lavorato in modo indipendente, esplorando le possibilità offerte dalla piegatura computazionale applicata al design industriale. La sua ricerca dimostra come un approccio metodico e sperimentale possa migliorare anche gli oggetti più consolidati e diffusi, senza stravolgerne l'estetica o la funzione primaria.
La FRAKTA, introdotta da Ikea negli anni Novanta, è diventata nel tempo un simbolo del design democratico svedese: economica, riutilizzabile e presente in milioni di case. La possibilità di ripiegarla in modo compatto potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti in termini di praticità, rendendo più semplice trasportarla in borsa o riporla in un armadio quando non serve. Resta da vedere se il colosso svedese raccoglierà la proposta della designer austriaca e deciderà di sviluppare una versione pieghevole della sua borsa più celebre.