Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha deciso di posticipare l'accensione dei riscaldamenti al 1° novembre, invece della metà di ottobre, e di allungare gli orari dei divieti emergenziali per evitare il blocco strutturale delle auto diesel Euro 5. La scelta, annunciata nelle scorse ore, punta a conciliare le esigenze di qualità dell'aria con la mobilità dei cittadini, in una delle aree più inquinate d'Europa.
La misura si basa sulle leggi 155/2023 e 105/2025, introdotte dal governo Meloni, che consentono alle Regioni di non fermare i veicoli più inquinanti in caso di superamento dei limiti di qualità dell'aria. Senza questi strumenti, quasi centomila veicoli sarebbero rimasti a piedi. De Pascale ha quindi utilizzato le norme che, in Parlamento, il suo stesso partito e le opposizioni avevano duramente criticato.
Durante l'esame della legge 105/2025, il Partito Democratico aveva parlato di «inversione a U rispetto agli impegni assunti in Europa», definendo il provvedimento «senza bussola» e «mosaico disomogeneo». Il Movimento 5 Stelle aveva rilanciato con «carta straccia» e «decreto Aria fritta». Ora, però, la stessa maggioranza regionale di centrosinistra si avvale di quelle norme per evitare il blocco delle auto.
La vicenda affonda le radici nella direttiva europea 2008/50/CE, che fissa limiti alle emissioni e obbliga gli Stati membri a piani di qualità dell'aria in caso di superamenti ripetuti. Il bacino padano è sotto procedura di infrazione da anni a causa delle condizioni orografiche e climatiche che impediscono la dispersione degli inquinanti: Alpi a nord e ovest, Appennino a sud, apertura solo verso l'Adriatico a est, venti deboli e inversioni termiche invernali.
A ciò si aggiunge la densità economica e demografica: su un terzo del territorio italiano si produce metà del PIL e risiede due quinti della popolazione. Un blocco strutturale delle auto diesel avrebbe avuto conseguenze economiche pesanti per l'Italia e per l'Europa. De Pascale ha definito «fallimentare» l'approccio di Bruxelles al tema ambientale, prendendo le distanze dalla linea del suo partito a Roma.
La decisione di posticipare i riscaldamenti e di allungare gli orari dei divieti emergenziali rappresenta un compromesso tra la necessità di ridurre le emissioni e quella di garantire la mobilità. Resta da verificare l'efficacia dei controlli sul rispetto delle nuove disposizioni, considerata la difficoltà di monitorare chi tiene il riscaldamento acceso rispetto ai controlli sul traffico.
La scelta di De Pascale segna un punto di rottura con la linea del centrosinistra nazionale, che aveva votato contro le leggi oggi utilizzate. Il presidente dell'Emilia-Romagna, meno polemico del predecessore Bonaccini, ha preferito usare gli strumenti disponibili piuttosto che lasciare a piedi quasi centomila veicoli. La vicenda mette in luce le contraddizioni tra le posizioni espresse in Parlamento e le esigenze concrete dei territori.