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Il presidente del Paraguay Santiago Peña si dimette tra lo scandalo della Ueno Bank

Il presidente paraguaiano Santiago Peña ha annunciato le dimissioni dopo il crac finanziario della Ueno Bank, istituto del quale era stato azionista fino alla primavera del 2025, mentre milioni di correntisti non possono accedere ai propri fondi.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, si è dimesso in un clima di forte tensione politica, dopo lo scandalo finanziario legato alla Ueno Bank, la banca della quale era stato azionista fino alla primavera del 2025. Le dimissioni arrivano mentre il Congresso era impegnato in una procedura di impeachment motivata da un presunto conflitto di interessi. Peña ha riconosciuto la propria responsabilità e ha dichiarato che si difenderà davanti al Senato, la sede nella quale la sua posizione dovrà essere esaminata.

La Ueno Bank è sull'orlo del fallimento e le autorità di vigilanza ne hanno congelato l'operatività. Secondo le informazioni disponibili, tra i due milioni e novecentomila e i tre milioni di depositanti non possono prelevare né trasferire i propri fondi. Si tratta di una platea pari a circa la metà della popolazione del Paese, un dato che rende la vicenda una questione di portata nazionale e non soltanto bancaria. La Banca centrale ha avviato nell'ultimo martedì la procedura di liquidazione dell'istituto e ha cominciato a pagare i depositi garantiti ai correntisti, un passaggio che dovrebbe consentire il rimborso di una parte dei risparmi. Restano però situazioni critiche: secondo quanto riferito, alcuni pensionati sono rimasti senza il pagamento mensile, proprio mentre contavano su quelle somme per le spese quotidiane.

Lo scandalo ha prodotto una serie di dimissioni e arresti in rapida successione. Il ministro dell'Interno, Enrique Riera, si è dimesso e al suo posto è stato nominato in via provvisoria Carlos Benítez. In precedenza si era dimesso anche il presidente della Banca centrale, Carlos Carvallo, segno che la crisi aveva già investito il vertice dell'istituto di vigilanza prima ancora della caduta del capo dello Stato. Otto dirigenti della Ueno, tra cui il presidente Miguel Vázquez, sono stati arrestati. Secondo le notizie riportate, la banca avrebbe ricevuto milioni di fondi pubblici, compresi denari dell'istituto di previdenza sociale, un elemento che ha alimentato le critiche verso il governo e le richieste di chiarezza sull'uso del denaro dei contribuenti e dei lavoratori.

Davanti al Congresso, nella capitale Asunción, si sono svolte grandi manifestazioni di protesta, con alcuni scontri con la polizia. I manifestanti chiedevano conto di quanto accaduto ai risparmi e alle pensioni, mentre il clima nelle strade è rimasto teso per tutta la giornata. Il Congresso non ha raggiunto il quorum necessario e la procedura di impeachment era prevista per venerdì. Con le dimissioni di Peña, il vicepresidente Pedro Alliana è destinato ad assumere la presidenza, in un passaggio istituzionale previsto dalla Costituzione. Il partito di governo, il Partito Colorado, ha votato insieme all'opposizione a favore dell'impeachment, un dato che indica come la frattura abbia attraversato la stessa maggioranza.

Peña era stato eletto nel 2023 con quasi il 44 per cento dei voti, a conferma di un consenso che la vicenda ha ora messo in discussione. Un deputato dell'opposizione sostiene che vi sia stato un piano criminale volto a svuotare la banca, una tesi che, allo stato, resta un'accusa politica da verificare. Le indagini delle autorità sono in corso e il quadro complessivo dello scandalo, come pure le eventuali responsabilità politiche e giudiziarie, dovranno essere accertati nelle sedi competenti.

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