È stato inaugurato a Sluiskil, nei Paesi Bassi, il più grande impianto industriale di cattura del carbonio d'Europa. L'infrastruttura, realizzata presso lo stabilimento di ammoniaca e fertilizzanti di Yara International, è progettata per catturare e liquefare fino a 800.000 tonnellate di CO₂ all'anno, avviando una filiera transfrontaliera completa che collega l'industria olandese allo stoccaggio geologico permanente sotto il Mare del Nord norvegese.
Il sistema intercetta le emissioni generate durante la produzione di ammoniaca nello stabilimento di Yara Sluiskil, il più grande impianto europeo di ammoniaca e fertilizzanti. Una volta catturata, la CO₂ viene liquefatta e stoccata temporaneamente in loco, prima di essere caricata su navi gestite da Northern Lights. Le imbarcazioni trasportano il gas verso nord, in Norvegia, dove entra in una rete di stoccaggio sviluppata per servire gli emittenti industriali di tutta Europa. Per settori come fertilizzanti, cemento e gestione dei rifiuti, dove eliminare le emissioni di processo resta particolarmente difficile, il progetto offre una via per ridurre l'impronta senza smantellare le industrie stesse.
Dopo l'arrivo negli impianti di Northern Lights a Øygarden, la CO₂ liquefatta viene trasferita nell'infrastruttura di stoccaggio e iniettata in modo permanente a circa 2.600 metri sotto il fondale marino. Il progetto è tanto un sistema logistico quanto una tecnologia climatica: attrezzature di cattura, serbatoi, navi, terminal e reservoir sotterranei sono cuciti insieme attraverso i confini nazionali per allontanare le emissioni dall'atmosfera e confinarle in formazioni geologiche. La geografia è cruciale. Anziché richiedere che ogni impianto industriale si trovi direttamente sopra un sito di stoccaggio adeguato, il trasporto marittimo consente alle strutture di cattura di tutta Europa di connettersi a un'infrastruttura offshore condivisa. Il progetto Yara stabilisce la prima catena transfrontaliera completa di questo tipo su questa scala, trasformando il Mare del Nord nella destinazione finale di emissioni prodotte a centinaia di chilometri di distanza.
Nell'arco dei prossimi 15 anni, Yara e Northern Lights prevedono di catturare e stoccare in modo permanente circa 12 milioni di tonnellate di CO₂. L'impianto consente inoltre a Yara di ridurre l'impronta di carbonio dei prodotti fabbricati a Sluiskil, tra cui fertilizzanti e ammoniaca utilizzati in agricoltura, industria, energia e navigazione. L'azienda posiziona la cattura e lo stoccaggio del carbonio come parte di uno sforzo più ampio per mantenere la produzione industriale europea riducendo le emissioni dei processi che non possono ancora essere completamente elettrificati o sostituiti da alternative rinnovabili.
La struttura di Sluiskil è stata inaugurata ufficialmente il 7 settembre 2026, con la partecipazione di rappresentanti dei governi olandese e norvegese, della Commissione europea, di Yara e di Northern Lights. Al di là della cerimonia, il suo significato sta nel rendere la cattura del carbonio visibile come infrastruttura industriale concreta, piuttosto che come obiettivo climatico astratto: tubi, serbatoi e navi collegano ora uno dei più grandi impianti di fertilizzanti d'Europa a un giacimento profondo sotto il mare. Che la CCS finisca per servire come ponte o come elemento permanente dell'industria pesante, Sluiskil mostra quanta architettura, ingegneria e logistica siano necessarie per far sparire dalla vista 800.000 tonnellate di carbonio ogni anno.