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Missili russi su Kiev e Pryluky, droni ucraini colpiscono petroliera nel Mar Nero

Nuova ondata di attacchi russi sull'Ucraina con almeno cinque morti a Pryluky e venti feriti. Nelle ore precedenti l'Ucraina aveva colpito con droni una petroliera della flotta fantasma russa vicino a Sochi. Continuano gli attacchi alle navi mercantili nel Mar Nero, mentre l'Onu esprime preoccupazione per la rotta del grano.

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Una nuova ondata di attacchi russi ha colpito l'Ucraina nella notte, con missili e droni che hanno preso di mira la capitale Kiev e diverse regioni del Paese. Almeno cinque persone sono morte e una ventina sono rimaste ferite, tra cui tre bambini, in un attacco missilistico che ha distrutto due vani scala di un edificio residenziale a Pryluky, nella regione di Chernihiv, nel nord dell'Ucraina. Lo ha reso noto la procura ucraina, precisando che il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi. Il presidente Volodymyr Zelensky ha avvertito che potrebbero esserci ancora persone sotto le macerie.

La Russia ha inoltre lanciato un massiccio attacco con missili da crociera e droni sull'oblast di Poltava. Esplosioni sono state udite a Kremenchuk e a Oleksandria, nell'oblast di Kirovohrad, secondo quanto riferito dall'amministrazione militare regionale di Poltava e dall'Aeronautica militare ucraina. L'offensiva russa sulla capitale è proseguita per ore, con la difesa aerea ucraina impegnata a intercettare i vettori. Le autorità locali hanno invitato la popolazione a restare nei rifugi.

Poche ore prima dell'attacco su Kiev, l'Ucraina aveva lanciato uno sciame di droni esplosivi contro una petroliera della cosiddetta «flotta fantasma» di Mosca nel Mar Nero, vicino a Sochi, nella Russia meridionale. Secondo il ministero dei Trasporti russo, l'attacco è stato condotto da droni navali ucraini. La nave, la Aframax Rio, batte bandiera liberiana ed era carica di petrolio. A bordo si è sviluppato un incendio. Tutti i 23 membri dell'equipaggio, cittadini indiani, sono stati tratti in salvo e, secondo le autorità, non si registrano vittime.

Il petrolio sta bruciando nelle acque del Mar Nero e le operazioni di spegnimento potranno iniziare solo quando l'intensità delle fiamme diminuirà, consentendo alle imbarcazioni di soccorso di avvicinarsi in sicurezza. Il ministero russo ha assicurato che «ci sono mezzi sufficienti per eliminare le conseguenze» dell'incendio. Le autorità hanno disposto la chiusura delle spiagge nel territorio federale di Sirius, vicino a Sochi, nella regione di Krasnodar, e raccomandato ai residenti di limitare il tempo all'aperto e di non aprire le finestre di abitazioni e uffici. Secondo il canale Astra, la Aframax Rio non è sottoposta a sanzioni occidentali, ma figura nella lista nera ucraina come parte della «flotta fantasma» russa. Il canale Mash riferisce che la petroliera era diretta in India.

L'episodio si aggiunge agli attacchi contro la navigazione commerciale nel Mar Nero occidentale. Nella giornata precedente, due navi mercantili di proprietà turca erano state colpite nella zona marittima della Bulgaria. Una delle due, la Alfa Watan, battente bandiera togolese, è affondata. La Bulgaria ha concluso senza trovare superstiti le ricerche dei dieci membri dell'equipaggio. Lo ha annunciato il servizio di soccorso, mentre un'altra nave colpita, la Able, resta alla deriva e rischia di affondare.

L'Alfa Watan navigava dall'Egitto verso la Romania quando è stata attaccata attorno alle 2.45 locali di martedì, l'1.45 in Italia, a 70 miglia nautiche dalla costa bulgara, all'interno della zona economica esclusiva del Paese. «Non c'è traccia dei marinai e molto probabilmente non ce ne sarà», ha dichiarato a Varna Rumen Nikolov, responsabile delle emergenze e dei soccorsi dell'Amministrazione marittima. L'operazione, alla quale hanno partecipato diversi mezzi aerei e navali, si è conclusa ufficialmente ieri alle 17 e non riprenderà. Nella zona sono stati trovati un'imbarcazione capovolta, tre zattere di salvataggio e resti del mercantile. Fonti della Difesa hanno precisato che le navi della Marina continueranno a sorvegliare l'area e a prestare attenzione all'eventuale presenza di superstiti, senza però condurre ricerche attive. Le autorità bulgare non conoscono né il carico dell'Alfa Watan né la provenienza dei droni.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha attribuito l'attacco alla Russia, sostenendo che la ricostruzione è stata verificata con Sofia. Il governo bulgaro ha confermato l'accaduto senza indicare la provenienza dei droni. Sempre Zelensky aveva attribuito alla Russia un altro attacco con droni, che ha provocato due morti su una nave carica di cereali al largo della Romania.

Sul fronte internazionale, l'amministratore del Programma Onu per lo sviluppo, Alexander De Croo, ha espresso preoccupazione per gli attacchi contro le navi che trasportano grano nel Mar Nero, sottolineando che si tratta di una rotta vitale per l'approvvigionamento alimentare mondiale. De Croo ha dichiarato che questi attacchi «violano il diritto internazionale e mettono in pericolo gli equipaggi, e le conseguenze vanno ben oltre».