La XX edizione di RemTech Expo, in programma dal 16 al 18 settembre nel quartiere fieristico di Ferrara, punta a fare del risanamento ambientale e della rigenerazione del territorio un volano per la competitività del Paese. La manifestazione, organizzata da Ferrara Expo, è stata presentata oggi nella Sala Nassirya del Senato della Repubblica, in un incontro dal titolo «Risanamento e rigenerazione: visione, progresso e competitività, tra ambiente, infrastrutture, territori e salute».
Al centro del confronto, moderato dalla giornalista RAI Antonia Varini, i temi della qualità ambientale, della prevenzione dei rischi e della capacità di realizzare gli investimenti. Hanno portato il loro contributo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, il viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava e il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. Con loro, i vertici di enti e istituzioni tecniche: Alessandra Gallone, presidente di ISPRA; Marco Fioravanti, presidente del Consiglio nazionale di ANCI; Luigi Ferrara, capo del Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio; Domenico Capomolla, direttore di ANSFISA; Felice Squittieri, commissario straordinario per il Piano Casa; e il generale di brigata Marcello Giannuzzi, direttore del Centro di Formazione Logistica Interforze del CASD. Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Moretti, presidente di Ferrara Expo, mentre Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo, ha illustrato i contenuti dell'edizione del ventennale.
L'edizione 2026 si presenta come un hub tecnologico ambientale consolidato, cresciuto in oltre vent'anni come luogo di lavoro continuativo tra amministrazioni, sistema produttivo, università e professionisti. La sfida raccolta dalla manifestazione è quella di accompagnare gli interventi di bonifica e rigenerazione lungo tutto il loro percorso: dalla conoscenza delle criticità alla scelta delle tecnologie, dalla progettazione alla realizzazione, fino al recupero di aree e funzioni. Un approccio che lega il risanamento ambientale alla possibilità di attrarre investimenti, rafforzare i servizi e migliorare la qualità della vita delle comunità.
I tre giorni di lavori a Ferrara affiancheranno esposizione di tecnologie, convegni scientifici, tavole rotonde e incontri operativi. L'agenda spazia dalle bonifiche alla tutela di suoli e acque, dal dissesto idrogeologico alla sicurezza delle infrastrutture, dalla rigenerazione urbana all'energia e all'economia circolare. Ampio spazio sarà dedicato alle questioni emergenti, con un focus su contaminazione da PFAS, materie prime critiche, intelligenza artificiale e osservazione della Terra dallo spazio, strumenti che incidono sulla capacità di prevenire i rischi e orientare le trasformazioni del territorio.
Non mancherà l'attenzione alle nuove generazioni con il progetto «I Giovani Eroi del Pianeta», un percorso di laboratori e sensibilizzazione dedicato ai ragazzi per avvicinarli ai temi del risanamento e della rigenerazione ambientale. Sul fronte internazionale, l'edizione 2026 registra la partecipazione annunciata di dieci delegazioni provenienti da Algeria, Ghana, Etiopia, Ruanda, Uganda, Egitto, Marocco, Bosnia ed Erzegovina, Sudafrica e Ucraina. Un'occasione per le imprese italiane di conoscere le esigenze di altri mercati e avviare collaborazioni sui progetti di risanamento e sviluppo sostenibile. Il confronto scientifico sarà alimentato anche da RemTech Europe, dedicato alle tecnologie e ai mercati del risanamento di suoli e acque, con sessioni digitali il 14 e 15 settembre e lavori in presenza a Ferrara dal 16 al 18 settembre.
«RemTech Expo dimostra che il confronto tra imprese e istituzioni può produrre risultati concreti», ha dichiarato il sottosegretario Morelli. «In questi anni, proposte ed esperienze raccolte dalla manifestazione si sono tradotte in novità normative e iniziative istituzionali. Il nostro compito è sostenere investimenti, finanziamenti e semplificazioni, valorizzando le indicazioni di chi lavora ogni giorno sul territorio». Per il viceministro Gava, «stanziare risorse non basta: dobbiamo trasformarle in interventi concreti, realizzati nei tempi necessari. Per questo servono procedure più semplici, sostegno alla progettazione e investimenti mirati nella prevenzione, guidati dalla scienza e dalle migliori tecnologie».