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L'ex ministro della Difesa ucraino Fedorov consulente del ministero della Difesa italiano

Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, sarà consigliere del ministero della Difesa italiano per innovazione tecnologica, droni e difesa aerea. Lo ha annunciato il ministro Guido Crosetto dopo l'incontro a Roma.

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L'ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov sarà consigliere del ministero della Difesa italiano per l'innovazione tecnologica, i droni e la difesa aerea. Lo ha annunciato il ministro Guido Crosetto al termine dell'incontro svoltosi a Roma, sottolineando come la collaborazione si inserisca in un quadro di rapida evoluzione delle tecnologie belliche.

«Oggi non basta la semplice conoscenza delle nuove tecnologie, è essenziale adeguare i processi organizzativi e trasformare la sperimentazione in soluzioni operative su larga scala», ha dichiarato Crosetto, evidenziando la necessità di unire l'eccellenza tecnologica alla capacità industriale di risposta rapida. Fedorov, 35 anni, esponente del partito «Servitore del Popolo» del presidente Volodymyr Zelensky, ha guidato la Trasformazione Digitale ucraina dal 2019 al 2026 ed è stato brevemente ministro della Difesa fino allo scorso luglio, quando è stato rimosso nell'ambito di un rimpasto di governo, dopo settimane di proteste in suo favore e scontri con Zelensky sulla richiesta di nuove elezioni.

«Aiuterò l'Italia ad adattarsi alle tecnologie belliche moderne, a rafforzare il suo settore della Difesa e ad affrontare le nascenti sfide alla sicurezza globale», ha detto Fedorov. La nomina arriva in un contesto di tensioni crescenti lungo il fianco orientale dell'Europa, con la pressione russa che si estende su più fronti, dal Donbass alle infrastrutture critiche occidentali.

A Chisinau, in Moldavia, Ucraina e Romania hanno stretto un'intesa operativa su sicurezza, energia e snodi portuali danubiani. Durante il vertice, segnato da sconfinamenti di droni russi e dal sospetto affondamento del mercantile «Progress IV» al largo della Romania, la presidente moldava Maia Sandu ha chiesto un deciso rafforzamento della difesa aerea, mentre Bucarest avvia il piano autostradale Safe verso il confine ucraino.

Nel contempo, il viaggio del capo della Cia John Ratcliffe, giunto nelle scorse ore a Mosca su un aereo militare C17A dopo l'esercitazione Nato «Baltic Thunder», viene interpretato come un avvertimento diretto contro possibili minacce di Mosca ai Paesi Baltici o al corridoio di Suwalki, concepite dal Cremlino per spaventare gli alleati e bloccare gli aiuti a Kiev. La pressione di Mosca, tuttavia, continua ad allargarsi: «Ci troviamo in una guerra ibrida che non è più così ibrida», ha evidenziato l'ex vicesegretario Nato Camille Grand, citando attacchi cyber, droni e sabotaggi ad impianti bellici europei, registrati di recente anche in Germania e in Italia a Colleferro.

Incursioni a cui si sommano le avanzate truppe russe nel Donbass verso le roccaforti di Slovyansk e Kramatorsk. L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato, ha assicurato che l'Alleanza è pronta a rispondere a qualunque mossa di Mosca. Di fronte all'escalation, Vladimir Putin cerca sponde a Oriente: il 31 agosto, a margine del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in Kirghizistan, incontrerà il presidente cinese Xi Jinping e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

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