L'attrice bengalese Azmeri Haque Badhon, protagonista del film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia «La sposa difficile», è stata aggredita da alcuni connazionali in un parco del Lido. Secondo le prime ricostruzioni, gli aggressori l'avrebbero presa di mira accusandola di essere una sostenitrice della rivolta antigovernativa scoppiata in Bangladesh nel 2024. Sulla vicenda indaga la Digos di Venezia.
La violenza è avvenuta in un'area pubblica del Lido, dove l'attrice si trovava in questi giorni per partecipare alla 83esima edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica. L'aggressione sarebbe stata ripresa e trasmessa in diretta sui social network dagli stessi responsabili, un dettaglio che ha reso immediatamente virale la notizia e ha spinto le forze dell'ordine ad aprire un fascicolo. La donna, che vive lontano dal suo Paese, è conosciuta anche per il suo impegno come attivista per i diritti delle donne.
Azmeri Haque Badhon ha raccontato di aver temuto per la propria vita durante l'attacco: «Ho pensato che potessero uccidermi», ha dichiarato, secondo quanto riportato dai media che hanno raccolto la sua testimonianza. L'attrice è molto impegnata nella difesa dei diritti delle donne e la sua attività pubblica l'ha resa un bersaglio per chi la considera vicina alle proteste che hanno scosso il Bangladesh l'anno scorso.
La notizia dell'aggressione ha aggiunto un clima di tensione alla kermesse veneziana, già segnata dalle difficoltà organizzative e dal maltempo che in questi giorni ha colpito il Lido. La Digos sta ora cercando di identificare gli autori dell'aggressione, analizzando anche i filmati diffusi online per ricostruire la dinamica esatta dell'accaduto e verificare se si sia trattato di un'azione premeditata.
Il caso solleva interrogativi sulla sicurezza degli ospiti internazionali del festival, in particolare di coloro che provengono da Paesi con situazioni politiche complesse. L'attrice bengalese era arrivata a Venezia per presentare il suo ultimo lavoro, un film che affronta temi legati al mondo femminile e che era stato selezionato per il concorso principale della Mostra.
Le indagini della Digos sono in corso per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e risalire ai responsabili. Nel frattempo, il mondo del cinema italiano ha espresso solidarietà all'attrice, mentre la sua testimonianza riporta l'attenzione sulle conseguenze che le proteste del 2024 in Bangladesh continuano ad avere anche all'estero, colpendo chi si è schierato apertamente contro il governo.