Il partito Libdem, i Liberal Democratici fondati da Luigi Marattin, si è spaccato nella direzione nazionale dopo una riunione durata circa due ore. La proposta di Marattin, favorevole a un accordo elettorale con Forza Italia e con il centrodestra, ha ottenuto 26 voti. Ventuno sono stati i voti contrari e due gli astenuti, su un totale di 50 componenti presenti al voto.
Il presidente del partito, Andrea Marcucci, sostiene invece una terza strada, alternativa sia alla coalizione di centrodestra sia a quella di centrosinistra. L'ipotesi indicata da Marcucci prevede un'alleanza con Carlo Calenda e Pina Picierno. Nessuna delle due posizioni sembra disposta a cedere, e la frattura dovrebbe essere formalizzata nel corso di un'assemblea nazionale, che al momento non ha ancora una data definitiva nelle ricostruzioni disponibili.
Marattin rivendica il sostegno di una parte consistente della struttura territoriale: a suo dire 14 dei 18 segretari regionali e 48 dei 75 segretari provinciali si sono schierati con la sua linea. Il numero dei segretari che lo appoggiano sul territorio è il dato che il leader utilizza per sostenere che la sua proposta non sia una scelta della sola direzione nazionale. Il leader indica quattro punti programmatici: uno Stato più piccolo, la liberalizzazione dell'economia, il ritorno alle centrali nucleari e una scuola fondata sul merito.
La crisi non riguarda solo Libdem. Anche +Europe attraversa una fase di forte tensione interna, con lo scontro tra il segretario Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova. Magi è contrario a entrare nella Casa Riformista guidata da Matteo Renzi e preferisce il progetto Civico. Pende inoltre un ricorso davanti a un tribunale per annullare il congresso di +Europe che Magi considera illegittimo, e la decisione del giudice è attesa.
Nel quadro della stessa area politica si è aperto anche un altro fronte. Il segretario di Radicali Italiani, Filippo Blengino, si è dimesso accusando il presidente di +Europe, Matteo Hallissey, di esercitare un controllo personale e proprietario sul movimento. Hallissey, che ricopre anche la presidenza di +Europe, è dunque al centro dell'accusa di Blengino, che parla di un controllo non compatibile con una gestione democratica del partito.
Sul fronte romano, ad Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico e assessore agli eventi del Comune di Roma, viene chiesto di lasciare l'incarico. Secondo le ricostruzioni, il sindaco Roberto Gualtieri potrebbe chiedergli le dimissioni qualora Onorato decida di candidarsi alle primarie del centrosinistra. Onorato, vicino a Giuseppe Conte secondo quanto riportato, nega di aver ricevuto una simile richiesta. La vicenda intreccia così le scelte dei partiti minori con gli equilibri interni della coalizione progressista nella capitale.