Il Consiglio europeo di Bruxelles si apre oggi con un programma denso di dossier ma con aspettative ridotte sul fronte delle decisioni. I capi di Stato e di governo dei Ventisette affronteranno temi urgenti come i prezzi dell'energia, gli squilibri macroeconomici e il prossimo bilancio Ue, ma la diplomazia non prevede «grandi decisioni» all'orizzonte. La due giorni servirà soprattutto a fotografare gli equilibri tra le capitali, rimandando le scelte più difficili ai negoziati dei prossimi mesi.
I lavori iniziano alle 10 con la relazione della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Si passerà poi ai prezzi dell'energia, agli squilibri macroeconomici e al bilancio Ue. In serata è prevista una cena dedicata all'allargamento e alle riforme interne. La seconda giornata sarà segnata dalla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dalla discussione su come continuare a sostenere Kiev. A seguire si parlerà di difesa, sicurezza e situazione in Medio Oriente. Il pranzo di chiusura sarà dedicato alla migrazione, alla luce degli ultimi sviluppi a Ceuta, quando a fine luglio 80mila marocchini hanno sfondato la frontiera dell'enclave spagnola senza alcun tipo di blocco.
Il nodo più divisivo resta il prossimo bilancio europeo, a cinque giorni dalla presentazione della nego-box irlandese. Le posizioni dei due blocchi, i cosiddetti «frugali» e gli «Amici della Coesione», appaiono cristallizzate e l'obiettivo di un accordo entro fine anno, auspicato dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, sembra allontanarsi. Tra i punti centrali c'è l'individuazione di nuove risorse proprie, quantificate dalla Commissione in 450 miliardi di euro, che dovrebbero essere operative già nel 2028.
Sul fronte energetico, i prezzi continuano a preoccupare i governi. È probabile che l'Italia porti al tavolo la richiesta di maggiore flessibilità, alla luce dell'impatto dell'inflazione. Nella bozza delle conclusioni si legge che gli Stati membri chiederanno alla Commissione di formulare proposte che tengano conto, nell'ambito del negoziato sulla revisione del sistema Ets, della necessità di salvaguardare la tenuta dell'industria europea.
Sullo sfondo resta la Cina e l'accordo raggiunto dal commissario al Commercio Maros Sefcovic sul tetto alle importazioni di auto ibride. Di fronte a un deficit commerciale che ha raggiunto la cifra record di un miliardo di euro al giorno — in Italia il deficit con la Cina è pari a 46,3 miliardi l'anno, con un incremento del 67% negli ultimi due anni — l'auspicio degli Stati membri è che intese analoghe siano raggiunte in tutti i settori a tutela delle produzioni europee.
Passando alla politica estera, dopo l'accordo Usa-Russia sul rilascio del diesel, ritenuto dai Ventisette un ostacolo alle sanzioni europee, torna centrale capire come garantire il sostegno finanziario all'Ucraina in mancanza di altri partner. Tornano sul tavolo le ipotesi di utilizzo dei beni russi congelati, ma resta il veto del Belgio al loro impiego. Fonti diplomatiche parlano di una «forma di cautela» e ritengono improbabili passi in avanti in questa fase. Si potrebbe inoltre discutere della necessità di un mediatore europeo nella fase dei negoziati di pace, su richiesta del presidente ucraino. Al momento non circolano nomi; è più probabile che si ragioni sull'identikit della figura da individuare.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni rese ieri al Senato, ha ribadito: «Continuo a chiedere che i Ventisette individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell'Europa. E se su un nome non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse. Se ad esempio Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti».
In questo ambito verrà discussa anche la proposta di alcuni Stati di vietare i visti turistici ai cittadini russi e introdurre un ban per gli ex combattenti. Una posizione che continua a dividere le capitali e che, secondo alcune fonti, richiederà ulteriori valutazioni tecniche oltre che politiche. Meloni sarà inoltre protagonista di due riunioni a margine del Consiglio: quella sulla migrazione, che coinvolge 19 Paesi, e quella sulla Coesione. Se su alcuni dossier il consenso appare già a portata di mano, su altri il vertice servirà soprattutto a misurare gli equilibri tra le capitali.