Circa trecento ragazze e ragazzi tra i 18 e i 30 anni si sono ritrovati ad Assisi per la V Giornata nazionale «Giovani e Memoria», un appuntamento di confronto e partecipazione dedicato al valore della memoria e alla sua capacità di orientare le scelte delle nuove generazioni. L'iniziativa è stata promossa dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e organizzata dalla Struttura di Missione anniversari nazionali.
La manifestazione è stata realizzata in collaborazione con l'Agenzia Italiana per la Gioventù e con il Comitato nazionale per la celebrazione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi. Il filo conduttore della giornata è stato il rapporto tra l'eredità del santo e le sfide del presente. La giornata si è aperta nei luoghi simbolo della spiritualità francescana, dove i giovani, suddivisi in gruppi, hanno preso parte a percorsi di riflessione e confronto.
Le riflessioni maturate durante la giornata sono confluite in un momento di incontro e dialogo a Colle del Paradiso, nel corso del quale testimonianze ed esperienze personali hanno offerto ai partecipanti nuovi spunti per interrogarsi sul proprio ruolo nella società. Madrina dell'evento è stata Serena Autieri, mentre Nicolò De Devitiis ha accompagnato il confronto con i giovani, dando spazio alle loro domande e alle loro testimonianze.
Nel corso della giornata è intervenuto lo stesso Abodi, che ha contribuito alla riflessione sul significato della memoria e sulla sua capacità di parlare alle nuove generazioni. Insieme a Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell'ottavo centenario, il ministro ha annunciato l'istituzione del Premio San Francesco. Secondo Abodi, il santo «continua a parlarci a 800 anni dalla sua morte», ricordando che i valori più importanti non appartengono soltanto al passato, ma si rinnovano attraverso le consapevolezze che acquisiamo, le scelte che facciamo e le responsabilità che assumiamo.
Il ministro ha citato in particolare gratitudine, fraternità, onestà, cura degli altri e rispetto verso sé stessi, verso gli altri e verso il contesto in cui si vive, valori che, a suo dire, rappresentano un'eredità viva capace di orientare soprattutto i giovani. Il premio intende valorizzare gesti concreti, umani e profondi che testimoniano questi valori. Il primo riconoscimento è andato a Edoardo Consoli, nove anni, che durante una finale di calcio giovanile ha ammesso di aver subito un gol non visto da nessuno, e al suo allenatore Enrico Pietrelli, che lo ha incoraggiato a farlo. Un episodio che, secondo Abodi, ricorda quanto la correttezza debba venire prima del risultato e quanto lo sport sia una palestra di vita.
Con la Giornata di quest'anno, ha concluso il ministro, si è voluto offrire a centinaia di ragazzi l'opportunità di vivere la memoria nei luoghi di San Francesco, trasformandola in un'esperienza viva. I giovani, ha sottolineato, non sono soltanto destinatari di un'eredità da custodire, ma protagonisti chiamati a tradurla in consapevolezze, scelte e responsabilità.