L'artista Vincent Leroy trasforma il paesaggio balinese in un campo ottico in continuo mutamento con la sua nuova installazione cinetica «Eccentric Lenses». Composta da una costellazione di lenti di Fresnel, la scultura risponde al vento e ridisegna costantemente lo scenario circostante, frammentandolo e spostandolo in nuove prospettive. Collocata tra la vegetazione lussureggiante e le montagne di Munduk, nell'isola indonesiana, l'opera introduce un nuovo livello di movimento nel paesaggio.
Ogni elemento ruota attorno a un asse decentrato, seguendo una traiettoria eccentrica che rende il movimento più simile a una lenta deriva nello spazio che a una rotazione meccanica. Attivato dal vento, il mobile non è mai completamente fermo e non ripete mai la stessa configurazione. Mentre le lenti si muovono, il paesaggio osservato attraverso di esse viene continuamente trasformato: montagne, risaie, alberi e cielo vengono invertiti, frammentati e portati in inaspettate vicinanze. Ciò che appare stabile oltre la scultura diventa fluido, passando da una lente all'altra e ricomponendosi continuamente in base al movimento, alla luce e alla posizione dell'osservatore.
«Eccentric Lenses» esplora un diverso tipo di rotazione, in cui il centro è spostato e l'asse diventa incerto. Piuttosto che ruotare attorno a un punto fisso, ogni lente descrive il proprio movimento eccentrico, creando una coreografia collettiva attraverso il paesaggio. Individualmente autonome, le lenti insieme formano un unico campo ottico cinetico. L'opera stabilisce un dialogo tra la geometria precisa delle lenti e l'imprevedibilità dell'ambiente naturale: il vento diventa un collaboratore invisibile che attiva continuamente la scultura e rimodella il modo in cui il paesaggio circostante viene percepito.
In «Eccentric Lenses» il movimento non appartiene esclusivamente alla scultura. Attraverso le superfici mobili delle lenti di Fresnel, anche il paesaggio stesso sembra muoversi. L'installazione gioca con la percezione e la moltiplicazione dei punti di vista: molte lenti, molti sguardi, orizzonti che scivolano tra le superfici, montagne continuamente riorganizzate. L'opera è stata realizzata a Munduk, una località dell'interno di Bali nota per le sue colline, le cascate e le piantagioni, offrendo uno sfondo naturale che amplifica l'effetto ottico delle lenti.
Leroy, artista francese noto per le sue installazioni che uniscono tecnologia, design e poesia visiva, ha già esposto opere simili in diversi contesti urbani e naturali. Con questo progetto, l'artista prosegue la sua ricerca sul movimento lento e sulla percezione alterata della realtà, utilizzando materiali industriali come le lenti di Fresnel per creare esperienze contemplative. La scultura, attivata esclusivamente dalle correnti d'aria, non richiede energia elettrica e si integra con l'ambiente, diventando parte del paesaggio stesso.
L'installazione è visibile sul posto e documentata attraverso le fotografie che mostrano la luce del giorno che si diffonde tra le lenti, creando giochi di riflessi e distorsioni. Il progetto fa parte della serie di lavori site-specific dell'artista, che spesso sceglie luoghi remoti o insoliti per le sue opere, invitando lo spettatore a rallentare e a osservare il mondo da prospettive inedite.