Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato il governo guidato da Giorgia Meloni accusandolo di controllare «direttamente e indirettamente» circa il 90% dell'informazione pubblica e privata italiana. Ospite della trasmissione In Onda su La7, l'ex presidente del Consiglio ha difeso con decisione il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, al centro delle cronache per l'inchiesta che lo vede vittima di un attentato, e ha definito «l'editto Meloni» la decisione dei vertici Rai di cancellare il programma di inchiesta.
«Il giudizio politico è che di fronte a una Europa che ci chiede di allontanare il controllo della politica, il governo Meloni occupa sempre più gli spazi dell'informazione pubblica e anche privata», ha dichiarato Conte. Secondo il capo politico dei 5 Stelle, il servizio pubblico radiotelevisivo si trova in una situazione «molto delicata»: i palinsesti annunciati sarebbero stati predisposti per costruire un assetto da campagna elettorale. «Il risultato è che oggi un 90% delle informazioni pubbliche e private è controllato da questo governo direttamente e indirettamente, o comunque da questa maggioranza», ha aggiunto.
Conte ha poi concentrato il suo intervento sulla sorte di Report, definito «il prodotto di punta della Rai» e «lo spazio di inchiesta» rimasto disponibile. «Report ha sempre dato fastidio a tutti i politici. Il risultato invece è che adesso sono riusciti a distruggere il prodotto di punta della Rai grazie all'editto Meloni. È una vergogna perché è una decisione tra l'altro del tutto arbitraria», ha affermato. L'ex premier ha sottolineato come, allo stato delle indagini, ci sia «una vittima accertata che sarebbe Sigfrido Ranucci» e come i vertici dell'azienda abbiano preso una decisione per eliminare la trasmissione.
Il leader M5S non ha risparmiato critiche alla governance della Rai, parlando di «incompetenza massima» da parte dei vertici. «Sono stati capaci di distruggere il prodotto di massimo ascolto, e peraltro parliamo anche di un prodotto particolare, ovvero il giornalismo televisivo di inchiesta, che ha rarissimi spazi, richiede tanta fatica ed energia, mesi e mesi di lavoro, professionalità e competenza che oggi è distrutta», ha spiegato. Per Conte si tratterebbe di «un grave danno erariale oltre che un danno alla qualità della nostra informazione, quindi della nostra democrazia».
Quanto ai consiglieri di amministrazione Rai espressi dalle opposizioni, Conte ha ricordato che «hanno le funzioni anche loro di controllo diretto sulle delibere, sulle determinazioni che vengono prese», ma che «erano già in minoranza» e che «valuteranno cosa fare». Infine, il capo dei 5 Stelle ha smentito le voci su un possibile ingresso in politica di Ranucci: «Questa notizia è trapelata per cercare di indebolire la sua figura professionale. Per quanto mi riguarda io e nessuno nel Movimento ha mai parlato con lui di questo».