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La Juventus perde 3-2 a Sassuolo: prima sconfitta in campionato

Al Mapei Stadium il Sassuolo batte 3-2 la Juventus con il gol al 94' dell'ex Adžić. Prima sconfitta stagionale per la squadra di Spalletti, che aveva pareggiato due volte nel finale.

La Juventus subisce la prima sconfitta in campionato. Al Mapei Stadium il Sassuolo si impone 3-2 al termine di una partita diventata caotica negli ultimi minuti, durante i quali i bianconeri riescono per due volte a riequilibrare il risultato senza però trovare la lucidità necessaria per conservarlo. Il gol dell'ex Vasilije Adžić nel recupero condanna la squadra di Luciano Spalletti e interrompe l'imbattibilità con cui la Juventus aveva attraversato le prime tre giornate.

Il ko in Emilia non cancella quanto di buono mostrato nelle settimane precedenti, ma cambia inevitabilmente la lettura dell'avvio stagionale. I sette punti raccolti nelle prime tre gare avevano restituito l'immagine di una squadra ancora in costruzione ma estremamente solida. A Sassuolo, invece, proprio l'equilibrio difensivo che aveva rappresentato il punto di forza principale si è improvvisamente sgretolato.

Per oltre un'ora Sassuolo-Juventus è stata una gara molto più controllata rispetto a quanto possa suggerire il risultato finale. I bianconeri hanno avuto una prima occasione importante con Nico González, fermato dalla traversa, ma con il passare dei minuti il Sassuolo ha trovato sempre maggiore sicurezza, riuscendo a mettere in difficoltà la Juventus soprattutto quando ha avuto la possibilità di attaccare gli spazi.

La partita si è sbloccata al 65', quando Sebastiano Esposito ha portato avanti la formazione allenata da Alberto Aquilani. Da quel momento la Juventus ha progressivamente aumentato uomini e rischi nella metà campo avversaria, fino a trovare il pareggio all'82' con Edon Zhegrova, bravo ad approfittare di un errore del portiere neroverde.

Quello che accade successivamente fotografa meglio di qualsiasi analisi il problema della Juventus. Kieron Bowie riporta avanti il Sassuolo all'89', Zhegrova segna ancora nel recupero e sembra consegnare almeno un punto ai bianconeri, ma la squadra di Spalletti continua ad attaccare alla ricerca del 3-2. Il Sassuolo trova così lo spazio per ripartire e Adžić, ex juventino, realizza il gol decisivo al 94'.

Spalletti non ha nascosto il problema nel dopogara. Il tecnico ha parlato di una sconfitta particolarmente pesante e ha riconosciuto come la volontà di provare a vincere abbia portato la Juventus a perdere equilibrio proprio quando sarebbe stato necessario gestire la partita.

Dal punto di vista caratteriale, la Juventus può trovare comunque un elemento positivo nella reazione mostrata nel finale. Rimontare due volte una partita negli ultimi dieci minuti significa avere risorse tecniche e mentali importanti. Zhegrova, in particolare, ha dato alla manovra quella capacità di creare superiorità individuale che era mancata per lunghi tratti.

La stessa aggressività, però, si è trasformata in un limite. Dopo il secondo pareggio i bianconeri avevano già ottenuto il massimo possibile da una situazione diventata estremamente complicata. Invece di consolidare il 2-2, hanno continuato ad allungarsi alla ricerca di una vittoria che in quel momento comportava rischi enormi.

La Juventus ha quindi pagato soprattutto la gestione emotiva della partita. Non tanto l'ambizione di vincere, quanto l'incapacità di distinguere i momenti nei quali accelerare da quelli nei quali accettare un risultato. È proprio questo uno degli aspetti sui quali Spalletti dovrà intervenire: una squadra che punta alle posizioni più alte della classifica non può trasformare sistematicamente le partite in confronti aperti, soprattutto quando il risultato può ancora essere controllato.

Il contrasto con le prime giornate è particolarmente evidente osservando i numeri difensivi. Prima della trasferta di Reggio Emilia, la Juventus aveva incassato appena un gol nelle prime tre partite e presentava il valore più basso della Serie A per expected goals concessi, appena 0,8. Erano solamente 18 le conclusioni complessivamente affrontate, di cui sei nello specchio della porta.

Contro il Sassuolo questa solidità è improvvisamente venuta meno. Non si tratta soltanto dei tre gol subiti, quanto del modo in cui sono arrivati. Nella parte conclusiva della partita la Juventus ha lasciato spazi difficilmente compatibili con una squadra costruita per competere ai massimi livelli. Le distanze tra centrocampo e difesa sono aumentate, anche per via dell'assenza di Locatelli. Le coperture preventive sono diventate meno efficaci e ogni pallone perso in fase offensiva ha iniziato a rappresentare una possibile occasione per gli avversari.

È significativo che il Sassuolo sia riuscito a segnare il gol decisivo subito dopo il secondo pareggio bianconero. La Juventus aveva appena recuperato una partita quasi persa, ma invece di abbassarne il ritmo ha consentito nuovamente agli avversari di attaccare in campo aperto.

Parlare di crisi dopo appena quattro partite sarebbe evidentemente prematuro. Il percorso dei bianconeri, tuttavia, mostra già alcune oscillazioni. La squadra di Spalletti aveva iniziato il campionato vincendo 1-0 sul campo del Frosinone grazie al gol di Bremer. Una partita gestita con autorità per lunghi tratti, anche se nel finale i padroni di casa erano riusciti a colpire un palo. Alla seconda giornata era arrivato il 2-0 contro il Parma. La Juventus aveva faticato soprattutto nel primo tempo, prima di cambiare passo nella ripresa: Nico González, entrato dalla panchina, aveva sbloccato il risultato.