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Francia, 1.800 fermi a Parigi dopo gli scontri. Un morto per malore

Il ministro dell'Interno francese parla di un record di fermati nella capitale dopo le manifestazioni del 18 ottobre. A Limoges in fiamme il municipio, crolla la torre dell'orologio. Il vicepresidente Usa Vance attribuisce le violenze all'immigrazione e ai problemi di assimilazione.

Scontri in Francia, ministro dell'Interno: "Record di 1.800 fermi a Parigi, un morto per malore" | Vance: "Immigrazione e problemi di assimilazione le cause"
Francia, 1.800 fermi a Parigi dopo gli scontri. Un morto per malore
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È di almeno 1.800 fermi a Parigi il bilancio delle manifestazioni che hanno attraversato la Francia, secondo quanto reso noto dal ministro dell'Interno. Si tratta di un numero record di persone fermate nella capitale dopo una giornata di scontri e disordini. Le autorità hanno anche confermato la morte di una persona per malore durante le proteste.

Le violenze non si sono limitate a Parigi. A Limoges, al termine della protesta contro il carovita, un incendio ha distrutto gran parte del municipio del XIX secolo: il tetto è crollato sui piani inferiori e due terzi della facciata sono andati perduti. Il prefetto dell'Alta Vienne, Maurice Barate, ha parlato di una «catastrofe per il patrimonio» e ha denunciato un «atto deliberato di vandali, non di manifestanti». Secondo il rappresentante dello Stato, l'edificio era occupato da amministratori locali, agenti della polizia municipale e personale degli uffici, ma nessuno è rimasto ferito. La torre dell'orologio del municipio è crollata, diventando l'immagine simbolo della giornata di violenze.

La vicesindaca di Parigi ha espresso preoccupazione per la situazione nella capitale, definendo le violenze «inaccettabili» e lanciando un allarme sulla capacità delle forze dell'ordine di contrastare i saccheggi. Le dichiarazioni della rappresentante della città si inseriscono in un quadro di tensione crescente, con le autorità locali che chiedono risorse aggiuntive per fronteggiare episodi di devastazione e aggressioni.

Sul piano internazionale, il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, è intervenuto sulle cause dei disordini con un post su X. Secondo Vance, «i liberali occidentali hanno importato il Terzo Mondo in Francia e in altri Paesi, in nome della diversità e della compassione». Il vicepresidente americano ha indicato nell'immigrazione e nei problemi di assimilazione le ragioni alla base delle violenze. Le sue parole hanno alimentato il dibattito politico, mentre in Francia il governo continua a fare i conti con le conseguenze degli scontri.

Le manifestazioni contro il carovita vanno avanti da giorni e hanno assunto una dimensione sempre più violenta, con episodi di devastazione in diverse città. Il crollo della torre del municipio di Limoges ha suscitato particolare impressione per il valore storico e simbolico dell'edificio, inaugurato nel 1883 e iscritto ai monumenti storici dal 1975. Le autorità locali hanno parlato di un atto che ha colpito il patrimonio culturale del Paese, mentre proseguono le indagini per identificare i responsabili.

Il bilancio dei fermi a Parigi rappresenta un elemento di novità per la gestione dell'ordine pubblico. Il ministro dell'Interno ha parlato di un record che testimonia la portata delle misure adottate dalle forze dell'ordine. Resta alta l'attenzione sulle prossime ore, con le autorità che temono nuove ondate di protesta e un'ulteriore escalation di violenze nelle città francesi.