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Protesta dei Tir, martedì il tavolo sull'autotrasporto. Salvini pronto a sbloccare i 590 milioni

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti convoca per martedì il tavolo con gli autotrasportatori. Sul tavolo ci sono i 590 milioni per il rinnovo del parco veicoli e l'ipotesi di estendere il tax credit sul gasolio, mentre i presidi in Puglia, Calabria e Basilicata restano operativi.

Protesta Tir, martedì il tavolo sull’autotrasporto. Salvini pronto a sbloccare le risorse
Protesta dei Tir, martedì il tavolo sull'autotrasporto. Salvini pronto a sbloccare i 590 milioni
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Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per martedì il tavolo sull'autotrasporto, chiamato a fare il punto sulle richieste avanzate dagli operatori del settore in queste settimane di protesta. Il ministro Matteo Salvini, riferisce Il Sole 24 Ore, si è detto pronto a sbloccare le risorse destinate al comparto: si tratta di 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicoli, una misura attesa da tempo dalle imprese.

La convocazione arriva mentre i presidi degli autotrasportatori restano attivi in diverse regioni del Sud. Secondo quanto riportato dall'ANSA, i trasportatori di Puglia, Calabria e Basilicata hanno fatto sapere che le postazioni restano operative, segno che la mobilitazione non si è esaurita nonostante l'apertura del confronto istituzionale. In Calabria, in particolare, il presidio di Gizzeria continua a essere uno dei punti di riferimento della protesta, con i Tir fermi e le conseguenze già visibili sulla distribuzione delle merci.

Al centro della vertenza ci sono i costi di esercizio, a partire dal prezzo del carburante, che pesa in modo determinante sui bilanci delle imprese di autotrasporto. Oltre ai 590 milioni per il rinnovo dei mezzi, il ministero sta studiando l'estensione del tax credit sul gasolio, un credito d'imposta che alleggerirebbe la spesa per le aziende del settore. Si tratta di una misura che gli operatori chiedono con insistenza e che potrebbe rappresentare uno dei punti qualificanti dell'intesa in discussione.

La protesta ha avuto ripercussioni concrete anche sulla catena logistica. Con i mezzi pesanti fermi, si sono registrati scaffali vuoti in alcuni punti vendita e rallentamenti nelle consegne, soprattutto nelle aree servite dai presidi attivi. Le associazioni di categoria chiedono risposte rapide e strutturali, non limitate a un intervento emergenziale, per garantire la sostenibilità economica di un settore strategico per il Paese.

Il tavolo di martedì sarà quindi il banco di prova della trattativa. Da un lato il governo, che punta a chiudere rapidamente la partita mettendo sul piatto le risorse già individuate; dall'altro gli autotrasportatori, che attendono di capire tempi e modalità di erogazione dei fondi e l'effettiva portata del credito d'imposta sul gasolio. La partita riguarda migliaia di imprese e di lavoratori, e le decisioni assunte nelle prossime settimane avranno effetti diretti sui costi di trasporto e, di riflesso, sui prezzi al consumo.

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