Forza Italia non intende limitarsi alla prudenza sui conti pubblici. Il deputato Maurizio Casasco, responsabile del dipartimento economico del partito, ha indicato la linea degli azzurri sulla prossima manovra: «Non solo prudenti: dobbiamo essere attenti sul piano gestionale. Spingere la crescita e allo stesso tempo non dimenticare il sociale», ha dichiarato, sottolineando la necessità di «ottimizzare le risorse verso la produttività e il tessuto sociale».
Secondo Casasco, i risultati finora ottenuti giustificano un cambio di passo. «Finora siamo stati prudenti, abbiamo sostanzialmente centrato i parametri europei un anno prima, avuto in Europa un primato con un avanzo primario, migliorato i rating e toccato il record di occupazione», ha ricordato. Su questa base, per Forza Italia le risorse devono essere concentrate su «pochi settori destinati alla crescita e sulle fasce più in difficoltà».
Tra le priorità indicate dal responsabile economico del partito ci sono la detassazione delle tredicesime e un meccanismo di cashback che renda immediato sul conto corrente il beneficio fiscale del 19% sulle spese sanitarie, senza attendere la successiva dichiarazione dei redditi. «Significa andare incontro in termini di liquidità alle persone che devono curarsi», ha spiegato Casasco.
Il deputato di Forza Italia guarda anche alle voci di spesa destinate a energia e difesa, che a suo avviso «possono avere ricadute sulla crescita, sulle famiglie e sulle imprese». Sul fronte energetico, gli interventi suggeriti riguardano le pompe di calore e l'efficientamento delle abitazioni, con l'obiettivo di generare risparmi in bolletta. Sul fronte della difesa, le risorse dovrebbero essere indirizzate a infrastrutture, cybersicurezza, aumento degli stipendi delle forze dell'ordine e del loro sistema pensionistico, oltre a nuove assunzioni.
Casasco si è detto fiducioso sulla possibilità di ottenere maggiore flessibilità dall'Unione europea. «Nessuno poteva immaginare Hormuz. Se l'inflazione è esogena e non endogena, è evidente che i parametri del Patto definiti prima del verificarsi di questa crisi devono essere modificati», ha affermato. «Le situazioni cambiano in funzione della realtà, l'Europa deve avere la capacità di decidere velocemente per sostenere la competitività del nostro sistema economico e imprenditoriale».
Il ragionamento del responsabile economico di Forza Italia si estende al confronto internazionale. «Cina e America non hanno vincoli di bilancio e vincoli ambientali: le emissioni di CO2 in Europa rappresentano il 7% di quelle globali, e l'Italia solo l'1%, contro il 55% di Usa, Cina e India», ha osservato. Da qui la richiesta di sospendere almeno fino a quando non cambierà la situazione a Hormuz gli strumenti europei di politica ambientale come il sistema di scambio delle quote di emissione (Ets) e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam). «Non solo la flessibilità è necessaria — per tutti i Paesi Ue e in particolare quelli più industrializzati — ma Ets e Cbam devono essere sospese», ha concluso Casasco.