Nel 1982 Commodore lanciò il VICModem 1600, probabilmente il primo modem telefonico venduto a meno di 100 dollari. Un prezzo che, a quei tempi, sembrava impensabile: i modem a 300 baud della concorrenza costavano almeno il doppio, e un modello a 1200 baud partiva da non meno di 600 dollari. Il ricordo di questo dispositivo è stato riportato di recente da Dave Farquhar, che ne ha ripercorso la storia e le soluzioni tecniche adottate per contenere i costi.
L'azienda, nota soprattutto per computer economici come il VIC-20 e il Commodore 64 e per periferiche a basso costo come le unità disco, non progettò il modem internamente. Il lavoro fu affidato ad Anchor Automation, un produttore di modem già affermato. Il cuore del dispositivo era un chip Motorola MC14412, affiancato da sei altri componenti. Sulla carta il chip poteva arrivare a 600 baud, ma il modem era dichiarato per 300 baud, una scelta coerente con l'obiettivo di tenere basso il prezzo.
Il progetto rivelava anche alcune scelte particolari. I modem di vecchia generazione non potevano collegarsi direttamente alla linea telefonica: l'utente componeva il numero a mano e poi inseriva il ricevitore in due cuffie di gomma imbottita, il cosiddetto acoustic coupler, che metteva un microfono accanto all'altoparlante del telefono e un altoparlante accanto al microfono. Il VICModem, invece, si collegava direttamente alla rete. Per risparmiare, però, non poteva comporre il numero al posto dell'utente. Bisognava chiamare come con un vecchio modem acustico e poi staccare il cavo del ricevitore per collegarlo manualmente al dispositivo.
Qui emerse un problema. All'epoca non tutti i telefoni avevano una presa removibile per il ricevitore. Secondo Farquhar, in Canada l'azienda acquistò dei telefoni da abbinare al modem, scoprendo solo dopo che avevano il ricevitore cablato in modo permanente e quindi non utilizzabili. Inoltre, se fossero stati del tipo corretto, nel Paese avrebbero violato le norme allora in vigore, che vietavano le prese modulari per il ricevitore. Per risolvere la questione, Commodore aggiunse al pacchetto il VIC-1605, un semplice cavo a Y: si inseriva nella presa a muro, poi il telefono andava collegato a una presa RJ-11 e il modem a una RJ-9.
Anche altri dettagli testimoniano la ricerca di economie. Un interruttore determinava se la linea fosse usata per effettuare o per ricevere una chiamata. Un esempio, osserva Farquhar, di come progettare qualcosa nel modo più economico possibile, al netto dell'errore sui connettori del telefono.
Oggi i modem di quel tipo sono difficili da trovare, e molti ricordano con affetto quegli apparecchi. Eppure, come sottolinea la ricostruzione, sono più vecchi di quanto si pensi, e bastava davvero poco per realizzare un modem acustico a bassa velocità.