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Attacco alla base aerea di Ta'if, colpito un Eurofighter italiano. Crosetto: nessun militare coinvolto

Un caccia Eurofighter F-2000 italiano è stato danneggiato durante un attacco notturno contro la base aerea di Ta'if, in Arabia Saudita. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha assicurato che non ci sono militari italiani feriti né altri danni a mezzi o infrastrutture.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Un caccia Eurofighter F-2000 italiano è stato colpito e danneggiato durante un attacco condotto la notte scorsa contro la base aerea di Ta'if, in Arabia Saudita, dove è presente personale italiano impegnato nell'operazione Inherent Resolve. Lo ha reso noto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, precisando che nell'attacco non sono rimasti coinvolti militari italiani.

«Non vi sono militari italiani coinvolti», ha dichiarato Crosetto, spiegando che «nell'attacco è stato colpito un velivolo F-2000 italiano, che si trovava all'interno della base ed in un'area decentrata. Non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale». Il ministro ha seguito personalmente l'evoluzione della situazione, in contatto con il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano. La base di Ta'if, ha riferito Crosetto, «è stata oggetto di diversi attacchi» nel corso della notte.

L'Eurofighter Typhoon, la cui nomenclatura aeronautica italiana è F-2000A, è il più avanzato aereo da combattimento sviluppato in Europa. Il velivolo è il frutto della collaborazione industriale tra Italia, Germania, Regno Unito e Spagna. Può raggiungere una velocità massima di 2.495 chilometri orari, ha un'apertura alare di oltre 15 metri e dispone di un armamento che comprende un cannone Mauser da 27 millimetri e fino a 6.500 chilogrammi di carichi esterni, tra missili AIM-9L Sidewinder, AIM-120 AMRAAM, Iris-T e Meteor, bombe guidate della serie Gbu, serbatoi supplementari e pod di puntamento laser.

L'attacco alla base saudita si inserisce nel quadro delle tensioni regionali legate al conflitto nello Yemen. La milizia filoiraniana degli Houthi ha preso il controllo della costa occidentale del Paese e ha più volte rivendicato azioni militari contro obiettivi in Arabia Saudita. La presenza italiana nella base di Ta'if rientra nell'ambito della coalizione internazionale contro lo Stato islamico, che opera in Iraq e Siria con il supporto di personale e mezzi dislocati anche in Paesi alleati della regione.

Il coinvolgimento italiano nella missione Inherent Resolve è oggetto di attenzione da parte delle istituzioni, che nei mesi scorsi hanno discusso della necessità di risorse aggiuntive per fronteggiare le nuove minacce provenienti dall'area. La vicenda del caccia danneggiato riporta al centro del dibattito la sicurezza del personale militare italiano impiegato all'estero e la protezione delle infrastrutture utilizzate nelle operazioni internazionali.

Al momento non risultano conseguenze dirette per il personale italiano presente nella base, che prosegue nelle attività previste dalla missione. Il velivolo colpito si trovava in un'area decentrata rispetto alle zone operative principali, circostanza che ha contribuito a evitare conseguenze più gravi. Le autorità italiane mantengono un canale di contatto costante con gli alleati sauditi e con i comandi della coalizione per monitorare la situazione nelle prossime ore.

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