Fernando Alonso ha vissuto una qualifica amara nel Gran Premio del Messico. Il pilota spagnolo stava disputando uno dei suoi migliori turni di qualifica della stagione: al primo tentativo era vicino al passaggio alla Q2, quando, rientrando ai box per il secondo, gli è stato ordinato di fermare la vettura prima dell'ingresso in pit lane.
Secondo quanto riportato, dal retrotreno dell'Aston Martin si è visto del fumo e il sistema ha rilevato un calo della pressione dell'acqua nella zona che raffredda l'ERS, il sistema di recupero dell'energia. Si tratta di un'area critica, perché ospita le batterie e il generatore MGU-K. Il problema ha costretto la squadra a interrompere il giro e a chiudere anticipatamente la sessione, con la conseguente esposizione a una bandiera rossa in una fase delicata delle qualifiche.
Il risultato è un'uscita prematura dal turno decisivo per un pilota che, sulla carta, poteva ambire a far meglio di quanto raccolto nella sessione. Per Alonso, che ha più volte espresso frustrazione per le difficoltà tecniche accumulate nel weekend, l'episodio si aggiunge a una serie di problemi che hanno condizionato la sua stagione.
Le cronache di giornata riportano anche una reprimenda della FIA legata all'accaduto, un elemento che ha accentuato il malumore del pilota. Alonso, secondo quanto riferito, ha indicato come destinazione il Brasile, prossima tappa del calendario, lasciando il Messico con un bilancio tecnico e sportivo che definisce difficile da accettare.
Il Gran Premio del Messico resta quindi segnato dall'episodio che ha tolto ad Alonso la possibilità di giocarsi il passaggio alla Q2. Il caso mette in evidenza quanto la gestione dell'affidabilità termica e dei sistemi energetici sia determinante nelle qualifiche di questa stagione di Formula 1.