Manca una settimana alle elezioni di midterm del 3 novembre, che molti osservatori considerano tra le più importanti della storia recente degli Stati Uniti. Il voto prevede il rinnovo di gran parte del Congresso, l'elezione dei governatori in 39 Stati e il rinnovo dei seggi nelle assemblee legislative di quasi tutti gli Stati. Il risultato potrebbe ridimensionare il presidente Donald Trump, rendendolo di fatto un'«anatra zoppa», come si dice in gergo politico americano.
La posta in gioco è alta. Secondo i dati di AdImpact, sono stati spesi quattro miliardi di dollari in spot politici trasmessi in televisione e alla radio. I democratici puntano a conquistare la maggioranza al Congresso. Attualmente alla Camera dei rappresentanti i repubblicani hanno 218 seggi contro 214, con due posti vacanti e un deputato indipendente allineato con il partito di Trump. Per ottenere il controllo dell'aula, i democratici devono guadagnare un saldo netto di almeno quattro seggi. Al Senato, dove i repubblicani detengono 53 seggi contro 47, i liberali devono conquistarne altri quattro. Un obiettivo difficile, ma dieci sfide, tra cui quelle in Maine, Ohio, North Carolina, Texas e Georgia, potrebbero risultare decisive.
Se l'affluenza sarà in linea con quella delle midterm del 2022, potrebbero votare oltre cento milioni di persone. Il voto anticipato ha già coinvolto circa venti milioni di elettori. Un peso notevole nella campagna è quello del miliardario Elon Musk, alleato di Trump e uomo più ricco del mondo secondo l'ultima classifica di Forbes, che ha speso 366 milioni di dollari a sostegno dei repubblicani, come risulta dai documenti sui finanziamenti elettorali. Le elezioni di medio termine attirano comunque generalmente meno elettori delle presidenziali: nel 2024 i voti espressi furono oltre 155 milioni.
Le midterm rappresentano di norma un terreno insidioso per il partito che controlla la Casa Bianca e, quest'anno, anche il Congresso. Repubblicani e Trump controllano entrambe le camere e si trovano quindi in una posizione politica delicata. Il voto offre agli elettori l'occasione di giudicare il lavoro dei primi due anni del mandato presidenziale e può spingere la Casa Bianca a correggere la propria linea se il giudizio è negativo. I risultati forniscono inoltre indicazioni ai futuri candidati alla presidenza in vista della campagna del 2028.
I sondaggi indicano un clima sfavorevole al presidente. Secondo un rilevamento Reuters/Ipsos di settembre, il gradimento per l'operato di Trump è sceso al minimo storico del 32 per cento. In una rilevazione della Cbs, i democratici sono accreditati di conquistare fino a 230 seggi. Gli americani si dicono delusi dalle promesse non mantenute: nel 2024 Trump aveva assicurato che avrebbe frenato l'inflazione, chiuso la guerra tra Russia e Ucraina «in appena ventiquattr'ore» e tenuto gli Stati Uniti fuori dai conflitti, in particolare in Medio Oriente. Inoltre molti candidati democratici, seguendo l'esempio di Zohran Mamdani, eletto sindaco di New York, puntano su un'agenda concreta fatta di costo della vita, affitti, prezzo del carburante e copertura sanitaria universale.
La storia recente mostra che le midterm possono scuotere la politica americana. Nel 2010, durante la presidenza di Barack Obama, i repubblicani conquistarono 63 seggi in più alla Camera, in un contesto di economia in difficoltà e scarso sostegno alla riforma sanitaria. I democratici persero la maggioranza alla Camera, ma mantennero il controllo del Senato pur perdendo sei seggi. Nel 2018, invece, durante il primo mandato di Trump, furono i democratici a ribaltare la situazione, conquistando un saldo netto di 40 seggi alla Camera e perdendone due al Senato.
Se i democratici dovessero conquistare la Camera, il prossimo Speaker, secondo nella linea di successione alla presidenza dopo il vicepresidente, sarebbe probabilmente il deputato di New York Hakeem Jeffries, attuale leader democratico nell'aula. Jeffries diventerebbe il primo afroamericano a ricoprire questa carica e potrebbe indirizzare le commissioni verso indagini su alcune attività controverse di Trump, dei suoi collaboratori e della sua famiglia.