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Norman Foster presenta il suo primo orologio con LEBOND

L'architetto britannico Norman Foster debutta nel mondo degli orologi con un modello sviluppato insieme al produttore svizzero LEBOND, che elimina le anse tradizionali e ripensa il rapporto tra cassa e cinturino.

Norman Foster porta il suo approccio architettonico al polso. L'architetto ha presentato il suo primo orologio da polso, sviluppato in collaborazione con il produttore svizzero LEBOND e con l'Innovation and Design Unit della Norman Foster Foundation. Il progetto applica al cronometro la stessa attenzione ai materiali, all'ingegneria e alla funzione che Foster riserva alle sue opere di scala architettonica.

La scelta più caratterizzante è l'eliminazione delle anse tradizionali, i componenti che di solito collegano la cassa al cinturino. Al loro posto, il cinturino prosegue la linea della cassa, creando un profilo unitario che aderisce meglio al polso. Il cinturino è intercambiabile, così chi lo indossa può combinare colori e materiali diversi e personalizzare l'orologio. «Di solito si ha una cassa e poi le si attacca un cinturino», spiega Foster. «Abbiamo iniziato a mettere in discussione l'ovvio. Perché dovrebbero sembrare due oggetti separati? Quando abbiamo cominciato a pensare al cinturino come a una continuazione della cassa, tutto l'orologio ha iniziato a prendere forma».

Foster sostiene che il passaggio dall'architettura all'orologeria non richieda una filosofia progettuale diversa. «Non ho mai pensato che la scala cambi la natura del design», afferma. «Che si tratti di una città, di un edificio, di una sedia o di un orologio, ci si pone sempre le stesse domande: come funziona, come è fatto e come si incastrano tutte le parti?». Per l'architetto la differenza sta nell'uso: un orologio viaggia con chi lo indossa, passa da contesti professionali a viaggi e momenti privati, ed è un oggetto osservato da vicino e utilizzato più volte al giorno. «Ciò che distingue un orologio è che è profondamente personale», dice Foster. «Lo indossi, viaggi con lui e diventa parte della tua vita quotidiana».

La forma pratica dell'orologio riflette l'interesse di lunga data di Foster per l'aviazione e la sua esperienza di viaggi internazionali. La lunetta girevole bidirezionale a 12 ore permette di leggere un secondo fuso orario usando la lancetta delle ore principale, rispondendo a un'esigenza comune a chi si sposta spesso tra città diverse. Anche il quadrante privilegia la leggibilità: tipografia sobria, lancette ben definite con Super-LumiNova e una finestra della data mantengono le informazioni chiare senza elementi visivi superflui. «Un orologio deve dare l'ora in modo chiaro, deve essere comodo e deve funzionare in modo affidabile», sottolinea Foster. «La lunetta girevole a 12 ore, per esempio, nasce direttamente dai viaggi e dalla necessità pratica di leggere un altro fuso orario. Il quadrante è volutamente sobrio perché l'informazione deve essere immediata e chiara».

Sul concetto di durata, Foster ribalta la prospettiva comune. In un mercato in cui gli orologi possono funzionare come simboli di status o come espressioni di gusti mutevoli, l'architetto considera la longevità una conseguenza del risolvere i fondamentali. «Penso che l'intramontabilità sia in realtà l'opposto della moda», aggiunge. «La moda è transitoria. Un oggetto ben progettato dovrebbe continuare a dare soddisfazione nel tempo».

Sul piano tecnico, la cassa misura 38,5 mm di diametro, si allarga a 40 mm dove incontra il cinturino integrato e ha uno spessore di 10 mm. Realizzata in titanio di grado 5, è disponibile con finitura naturale micro-sabbiata oppure con rivestimento nero opaco in carbonio simile al diamante (DLC). Entrambe le versioni montano un vetro zaffiro bombato con trattamento antiriflesso e una resistenza all'acqua fino a 50 metri. L'edizione in titanio naturale abbina la cassa a un quadrante satinato a raggi di sole.

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