Un centro di elaborazione dati di Starlink è stato colpito nella notte a Kosmonova, sobborgo di Kiev, durante un attacco russo sulla capitale ucraina. Lo ha reso noto l'agenzia russa Tass, citando il ministero della Difesa di Mosca. Secondo la stessa fonte, delle 173 unità aeree impiegate nell'operazione, 134 sono state intercettate dalle difese ucraine.
La struttura colpita, secondo i resoconti russi, avrebbe fornito supporto all'esercito ucraino e avrebbe rappresentato un nodo centrale per l'elaborazione e la trasmissione di informazioni dell'intelligence di Kiev. Già nella serata precedente era stato attaccato un altro centro dati, appartenente a Datagroup. L'attacco su Kosmonova si inserisce quindi in una sequenza di colpi mirati alle infrastrutture digitali e di comunicazione utilizzate dalle forze ucraine.
Nella notte italiana, intanto, Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo Vladimir Putin per gli investimenti e la cooperazione economica con i paesi stranieri, è arrivato a New York per un ciclo di colloqui. Lo ha riferito sempre la Tass. La sua presenza negli Stati Uniti avviene mentre sul fronte diplomatico restano aperte le tensioni tra Mosca e Washington, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha recentemente dichiarato di aver ricevuto il via libera di Donald Trump per licenze relative ai sistemi Patriot, mentre il Cremlino ha replicato che il presidente ucraino «dice molte cose» e che la Russia monitora la situazione.
Sul fronte degli aiuti militari, gli Stati Uniti non hanno incluso i missili Patriot per i sistemi di difesa aerea nel nuovo pacchetto destinato all'Ucraina. L'amministrazione Trump spenderà comunque l'intera somma di 400 milioni di dollari precedentemente approvata dal Congresso statunitense. Lo riportano RBC-Ucraina e Reuters, secondo cui l'amministrazione si è assunta l'obbligo legale di utilizzare tutti i fondi stanziati alla fine del 2025. All'inizio di questa settimana erano già stati erogati 307 milioni di dollari, una quota che garantisce che i fondi non vengano bloccati. I restanti 93 milioni dovrebbero essere distribuiti entro la fine dell'anno fiscale, fissata al 30 settembre.
Le prime consegne del pacchetto sono iniziate questo mese e comprendono armi offensive, equipaggiamento e pezzi di ricambio per veicoli blindati. Tuttavia, secondo una delle fonti citate, non sono previsti missili per i sistemi di difesa aerea Patriot, nonostante la Russia continui a bombardare le città ucraine con droni e missili balistici. Reuters ha aggiunto che le forniture rimanenti dovrebbero essere consegnate entro ottobre 2029.
L'attacco su Kiev arriva in una fase in cui la capitale ucraina è esposta a ripetuti raid notturni. Nella stessa notte è stato colpito anche un palazzo residenziale, con un bilancio di cinque vittime, mentre le forze ucraine hanno colpito una raffineria russa. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia non intende attaccare l'Europa e che era pronto ai colloqui, salvo poi accusare l'Ucraina di aver colpito Mosca. Sul fronte diplomatico, secondo fonti ucraine, Trump non avrebbe chiesto a Zelensky di recarsi a Mosca.
Il quadro che emerge è quello di una guerra che continua a colpire infrastrutture civili e militari, con un impatto diretto sulle comunicazioni e sulla capacità di difesa ucraina. Mentre Mosca rivendica l'attacco al centro Starlink, Washington conferma il sostegno finanziario ma esclude per ora i sistemi di difesa aerea più richiesti da Kiev. La consegna dei restanti aiuti è prevista entro la fine del mese, ma senza i Patriot la copertura aerea ucraina resta limitata.