La seduta della commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione della pandemia da Covid, durante l'audizione dell'ex ministro della Salute Roberto Speranza, è stata sospesa dopo meno di un quarto d'ora di lavori. Ripresa circa dieci minuti più tardi, la riunione è stata segnata da un duro scontro tra l'ex ministro e i parlamentari di Fratelli d'Italia, che presiedono i lavori e che hanno contestato la mancata consegna di documenti richiesti nella seduta precedente.
A sollevare la questione è stata la deputata Alice Buonguerrieri, che ha accusato Speranza di non aver consegnato la documentazione richiesta. Speranza ha replicato che le carte sono aperte e pubbliche, rivendicando la piena disponibilità degli atti. Il presidente della commissione, Marco Lisei, ha però fatto notare che i documenti mostrati in aula non corrispondevano a quelli chiesti. Il deputato Galeazzo Bignami è andato oltre, accusando l'ex ministro di mentire e di nascondere dati agli italiani. Quella di Bignami è un'accusa politica di parte, mentre la posizione di Speranza è la sua replica alle contestazioni, e i due punti di vista restano distinti.
Il nodo del confronto riguarda proprio ciò che era stato chiesto nell'audizione precedente. In quella occasione Speranza aveva trascorso circa sette ore mostrando tabelle e pareri tecnici, cioè il materiale con cui intendeva ricostruire le scelte compiute durante l'emergenza. Secondo Bignami, durante quella seduta era stato chiesto all'ex ministro, a verbale, di depositare la documentazione. Lo stesso Bignami sostiene che Speranza avrebbe poi negato l'esistenza della richiesta, invocando cavilli burocratici per non consegnare gli atti. Tra i documenti contestati figurano studi epidemiologici e pareri sull'uso della Tachipirina e sulla circolare della "vigile attesa", cioè le indicazioni che regolavano la gestione dei pazienti nelle prime fasi della malattia, quando il ricorso alla terapia domiciliare era al centro del dibattito pubblico.
La vicenda si inserisce in un contesto di contenzioso già aperto. Durante la pandemia Fratelli d'Italia aveva citato Speranza davanti al Tar del Lazio per ottenere la pubblicazione di documenti e verbali che, secondo il ricorso, erano stati tenuti riservati. Il Tar aveva accolto la richiesta, ordinando all'ex ministro di rendere disponibili gli atti che aveva tenuto segreti. Il tema della trasparenza sulle decisioni prese durante l'emergenza resta quindi al centro del confronto politico, con la commissione d'inchiesta chiamata a ricostruire quella stagione e a valutare la condotta delle istituzioni sanitarie.
Lo scontro in aula mostra quanto il rapporto tra la maggioranza che guida la commissione e l'ex ministro sia teso. Da un lato, le contestazioni riguardano la completezza del materiale consegnato; dall'altro, Speranza rivendica di aver messo a disposizione la documentazione in forma aperta e pubblica. Al momento non è chiaro se i documenti richiesti saranno depositati presso la commissione né quali conseguenze avrà il mancato accordo sulla consegna degli atti. La questione resta aperta e sarà con ogni probabilità al centro dei prossimi lavori, nei quali il confronto dovrà trovare una soluzione sulla consegna della documentazione richiesta.