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Morta Silvia Bernardocchi, moglie dello chef Giancarlo Perbellini

Si è spenta a 30 settembre dopo una lunga malattia. Commercialista, era vicepresidente della Fondazione Colangiocarcinoma Ets e punto di riferimento nell'impresa del marito, chef tristellato a Verona.

“È morta la moglie Silvia”. Lutto gravissimo per lo chef tra i più famosi in Italia
Morta Silvia Bernardocchi, moglie dello chef Giancarlo Perbellini
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Silvia Bernardocchi Perbellini, moglie dello chef Giancarlo Perbellini, è morta mercoledì 30 settembre dopo una lunga malattia. La donna si è spenta nella mattinata, circondata dall'affetto della famiglia, dopo un percorso affrontato con grande riservatezza. Il mondo dell'alta cucina italiana perde una figura che non era soltanto la consorte di uno dei cuochi più premiati del Paese, ma una professionista con un ruolo attivo nell'impresa di famiglia.

Commercialista di professione, nel corso degli anni Silvia Bernardocchi aveva assunto un ruolo importante anche nell'attività imprenditoriale del marito, seguendo gli aspetti economici e partecipando alle decisioni più significative per la crescita del gruppo. Un legame personale e professionale molto stretto, tanto che alcuni dei momenti più importanti della carriera dello chef erano diventati anche occasioni per riconoscere pubblicamente il suo contributo.

La malattia era entrata nella vita di Silvia nel 2024, quando aveva scoperto di avere un colangiocarcinoma, un tumore raro che interessa le vie biliari. Da Verona era stata indirizzata a Padova, dove aveva affrontato un intervento chirurgico durato dodici ore, durante il quale le era stato asportato il 60 per cento del fegato. Un percorso complesso che lei stessa aveva raccontato senza nascondere le difficoltà: «È una montagna ripidissima che saliremo assieme».

Da quella esperienza era però nato anche un impegno rivolto agli altri. Silvia Bernardocchi Perbellini era diventata vicepresidente della Fondazione Colangiocarcinoma Ets, nata a Padova nel 2025 per sostenere la ricerca sulle patologie delle vie biliari e aiutare pazienti e famiglie a orientarsi fin dai primi momenti successivi alla diagnosi. «È fondamentale sapere dove andare subito, appena qualcosa non torna. Arrivare nei centri giusti fa la differenza. La prevenzione, per me, è soprattutto informazione», aveva spiegato.

Giancarlo Perbellini, uno dei volti più importanti della cucina veronese e italiana, sta vivendo un grave lutto per la perdita della moglie. Quando nel novembre 2024 aveva ottenuto la terza stella Michelin con Casa Perbellini 12 Apostoli, aveva dedicato proprio alla moglie quel prestigioso riconoscimento, ringraziandola pubblicamente dal palco. A Silvia aveva inoltre dedicato uno dei menu degustazione del suo ristorante tristellato, trasformando il loro legame in una presenza anche all'interno della sua cucina.

L'esperienza della malattia aveva spinto Silvia a concentrarsi soprattutto sulle difficoltà incontrate da chi riceve una diagnosi tanto complessa. «Quando ho realizzato quanto poco si sappia di questo tumore e quanto sia difficile capire da dove partire» era maturata la volontà di impegnarsi nella Fondazione. Un progetto pensato non soltanto per sostenere la ricerca, ma anche per offrire indicazioni concrete alle persone costrette improvvisamente ad affrontare cure, trasferimenti e problemi organizzativi. «Sapere quali passi fare, come organizzare anche le cose pratiche: un alloggio, un viaggio. La Fondazione vuole dare risposte a tutto questo», aveva aggiunto.

Silvia aveva partecipato personalmente anche alle iniziative di raccolta fondi. In occasione di un evento organizzato a dicembre nei ristoranti del gruppo guidato dal marito, una parte del ricavato era stata destinata proprio alla Fondazione Colangiocarcinoma Ets. In quella circostanza aveva sintetizzato con poche parole il senso del suo impegno: «Se anche cinque persone in più sapranno dove rivolgersi, avremo portato luce». Un messaggio che oggi assume un significato ancora più profondo, mentre Giancarlo Perbellini e la sua famiglia affrontano la scomparsa di Silvia.