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Francesco Vezzoli racconta l’arte globale tra Medici e contemporaneo

In un’intervista a Harper’s Bazaar Italia, l’artista Francesco Vezzoli riflette sull’arte contemporanea come fenomeno globale, dalle corti rinascimentali dei Medici fino ai protagonisti di oggi.

Francesco Vezzoli, artista italiano noto per il suo lavoro che intreccia cultura alta e immaginario popolare, affronta in un’intervista il tema dell’arte come linguaggio globale. Il colloquio, firmato da Chiara Bardelli Nonino per Harper’s Bazaar Italia, prende le mosse da una suggestione storica: l’idea che il mecenatismo e la circolazione delle opere, già al tempo dei Medici, abbiano costruito una rete di scambi culturali che oggi appare sorprendentemente attuale.

La conversazione si svolge in un contesto del tutto quotidiano. Vezzoli è in taxi, diretto all’aeroporto parigino Charles de Gaulle, e l’intervistatrice dispone di circa un’ora prima del check-in. Un’eventualità che imprime al dialogo un ritmo serrato e una certa urgenza, lontana dalla solennità dei tradizionali incontri nei musei o negli studi d’artista. Ne risulta un racconto dal taglio diretto, in cui il pensiero dell’autore emerge tra un trasferimento e l’altro.

Il titolo del pezzo, «L’arte globale dai Medici a questi qua», riassume l’ambizione dell’intervista: collegare le grandi committenze rinascimentali alla generazione di artisti e curatori che oggi lavora su scala internazionale. Il riferimento ironico nel titolo suggerisce un continuo confronto tra il passato delle corti e il presente dei circuiti globali, fatti di fiere, biennali e musei che si sfidano per attrarre nomi e opere.

Il testo pubblicato è una breve parte di apertura, e i contenuti completi dell’intervista non sono disponibili in questa fase. Non è quindi possibile riportare con precisione i singoli temi affrontati né le opinioni espresse da Vezzoli sui singoli artisti o sulle istituzioni. Ciò che emerge con chiarezza è l’impianto generale del dialogo: un’artista che ragiona sul rapporto tra tradizione e contemporaneità, e su come il linguaggio dell’arte abbia superato i confini nazionali.

L’intervista è pubblicata in una data indicata come novembre 2026, nella sezione cultura della rivista, dedicata all’arte e alle sue relazioni con il gusto e lo stile di vita. Per i lettori di Stile Aperto, interessati al design, all’estetica e al modo in cui le idee visive attraversano oggetti, interni e linguaggi, il contributo offre uno spunto sul dialogo costante tra arte antica e produzione contemporanea, che continua a influenzare il modo in cui oggi si concepiscono forme e immagini.