Justyna Steczkowska, una delle voci più originali della musica polacca, torna a far parlare di sé con un album che anni fa non trovò il pubblico che meritava. Oggi quel lavoro, Maria Magdalena, è diventato un punto di riferimento per i ragazzi della generazione Z, che ne fanno un ascolto personale e spesso intimo.
Il disco nacque molti anni fa, quando la figlia dell'artista era ancora neonata. Steczkowska vi racconta una storia personale sull'uomo, sull'anima e sul posto dell'individuo nell'universo. Non si tratta soltanto di musica: il progetto porta con sé un messaggio legato alla spiritualità, alla ricerca di senso e al rapporto con ciò che va oltre la dimensione materiale della vita. Nel suo racconto, all'epoca pochissime persone riuscirono a coglierne le intenzioni.
Anche la tournée che accompagnò l'uscita dell'album non ebbe il successo sperato sul piano economico. «Fu un pubblico davvero di nicchia quello che lo capì», ricorda la cantante. Lei, però, non si pente della scelta: ciò che le premeva era condividere il proprio sguardo sul mondo e invitare chi ascolta a guardarlo da un'altra prospettiva.
A distanza di anni, in occasione dei suoi trent'anni di carriera artistica, Steczkowska ha deciso di riproporre Maria Magdalena, un lavoro che considera particolarmente importante. Questa volta l'accoglienza è stata completamente diversa. Il concerto al Planetarium Śląski di Chorzów ha registrato un grande successo: l'evento si è esaurito due volte e l'interesse per il repertorio ha sorpreso la stessa artista, che si è chiesta che cosa fosse cambiato.
La sua risposta riguarda la maggiore disponibilità di conoscenze e strumenti per la crescita personale. Internet, pur pieno di contenuti casuali e non sempre di valore, permette oggi di accedere a lezioni, materiali e spunti che qualche anno fa non erano così facilmente reperibili. Secondo la cantante, sempre più persone cercano consapevolmente una propria strada, e tra loro ci sono anche ascoltatori molto giovani. «Bambini, anche delle elementari, arrivano ad Anima e a Maria Magdalena, dischi che non avrei mai pensato potessero interessare un'età così giovane», ha raccontato.
Particolarmente toccanti sono per lei i messaggi dei fan adolescenti. Molti scrivono di sentirsi smarriti, di faticare a trovare il proprio posto nel mondo di oggi e di aver iniziato a guardarsi in modo diverso grazie alla sua musica. Steczkowska sottolinea le difficoltà di questa generazione, tra l'influenza dei social network, la scarsità di tempo dei genitori e il senso di solitudine. In questo quadro, la musica può diventare uno spazio di riflessione e di ricerca dell'identità.
Secondo la sua testimonianza, molti di questi giovani raccontano che proprio grazie ad Anima e Maria Magdalena hanno imparato innanzitutto ad amarsi. Per questo vengono ai concerti: sanno che dopo uno spettacolo faranno un passo in più verso se stessi. Un tipo di soddisfazione che l'artista considera speciale, ma che non vuole trasformare in un ruolo di guida. Steczkowska non si presenta come chi conosce tutte le risposte. Al contrario, dice di aver cercato per anni la propria strada e di essersi spesso sentita smarrita.
«Io, come voi, cerco la mia strada. Oggi sono più lontana da voi, perché ho trent'anni in più», ha detto durante l'intervista. La cantante ribadisce che ciascuno deve compiere il proprio lavoro interiore per affrontare le esperienze difficili e trovare una pace personale. Lei può soltanto condividere ciò che ha vissuto e costruire una musica che possa diventare un sostegno per qualcuno. «Io sono qui come esempio che si può uscire dal buio più fitto e arrivare alla luce, ma grazie al proprio lavoro. E questo lavoro non posso farlo al posto tuo», ha sottolineato.
È in questa idea che, per lei, si trova il senso della sua creatività. La musica non deve essere soltanto intrattenimento: può accompagnare nei momenti difficili, aiutare a mettere ordine nelle emozioni e a trovare risposte a domande che non sempre riusciamo a formulare ad alta voce. Forse è per questo che album che un tempo raggiungevano un pubblico ristretto oggi trovano ascoltatori tra gli adolescenti. Ciò che per una generazione era troppo di nicchia o difficile da capire, per la successiva può diventare un punto di riferimento importante.