Una Lega più collegiale, capace di valorizzare le diverse anime e di rafforzare il radicamento sui territori senza rinunciare alla dimensione nazionale. È il messaggio lanciato da Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato e segretario della Lega Lombarda, dal palco del raduno di Pontida. Il suo intervento, tra i più attesi della giornata, è stato accompagnato prima dai cori in suo favore e poi da quelli per il segretario federale Matteo Salvini, a conferma di un clima interno che cerca unità dopo mesi di confronto.
«Tutti facciamo parte della squadra e tutti insieme vogliamo che ci sia condivisione di responsabilità», ha detto Romeo. «Da noi arrivano solo proposte costruttive per il bene del movimento. Noi vogliamo portare avanti il messaggio federalista. Non è un'operazione nostalgia, è la volontà di portare avanti temi attuali. Noi vogliamo una Lega più collegiale». Parole che delineano una richiesta di maggiore partecipazione interna, senza alcuna messa in discussione della guida di Salvini.
Il dirigente lombardo ha spiegato che l'obiettivo non è indebolire il segretario, ma consolidare il movimento attraverso una più forte rappresentanza territoriale. «Un'unica Lega confederata perché il federalismo unisce, uniti a livello nazionale e rafforzati a livello territoriale», ha aggiunto. Un modello organizzativo che, nelle sue intenzioni, deve tradursi in una convivenza capace di superare le contrapposizioni interne e di dare voce a tutte le componenti del partito.
Nel suo intervento Romeo ha toccato anche i temi storici del Carroccio. Immigrazione e sicurezza restano centrali, ma vanno coniugate con la responsabilità di governo, ha sottolineato, richiamando l'esperienza degli ex ministri dell'Interno Roberto Maroni e Matteo Salvini. Spazio anche a fisco, burocrazia e soprattutto federalismo, indicato come strumento per garantire maggiore autonomia ai territori produttivi e ridimensionare il peso dello Stato.
Sul fondo, la riflessione ha riguardato gli equilibri del centrodestra e la personalizzazione della competizione politica. «Come gruppo abbiamo lavorato bene per tanti anni e continuiamo con impegno facendo sempre risaltare il concetto di gruppo e squadra», ha detto Romeo. «Abbiamo sempre proposto con forza di voler superare la logica del leader contro leader, ma abbiamo portato avanti il concetto di squadra. La polarizzazione del voto rischia di far sì che tutto si concentri sulla Meloni e sulla sua avversaria, invece vogliamo portare avanti la squadra, tutti facciamo parte della stessa squadra».
Il raduno di Pontida si conferma dunque un passaggio importante per la Lega, chiamata a bilanciare le istanze federaliste con la dimensione nazionale e le responsabilità di governo. La proposta di Romeo si inserisce in questo quadro: rafforzare il partito attraverso la collegialità e la rappresentanza territoriale, senza indebolire la leadership. Una linea che dovrà ora confrontarsi con il dibattito interno e con le prossime scadenze politiche.