Elly Schlein rilancia la proposta del Partito democratico contro il caro-carburanti: introdurre subito una tassa sugli extra-profitti delle società energetiche a livello nazionale, senza attendere l'eventuale consenso dell'Unione europea. La segretaria dem, in una nota anticipata dal Corriere della Sera, ha ricordato che il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha firmato la seconda lettera insieme ad altri ministri europei per tassare gli extra-profitti, ma «in attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello Ue, Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti».
«I prezzi dei carburanti superano ormai dappertutto i 2 euro al litro e tra due giorni scade il taglio dell'accisa sul diesel», ha sottolineato Schlein. «Le misure tampone non bastano più. È necessario adottare subito misure di sostegno per le famiglie e le imprese più fragili e mettere in campo una vera strategia per ridurre strutturalmente i costi dell'energia. Una tassa sugli extra-profitti energetici può dare un contributo importante per finanziare questi interventi».
I dati diffusi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano una media di 2,010 euro al litro per la benzina in modalità self service e di 2,130 euro per il gasolio, con punte in autostrada rispettivamente di 2,087 e 2,203 euro. «Sono aumenti che si traducono in un costo concreto per chi si sposta, lavora e deve affrontare le spese quotidiane», ha aggiunto il senatore dem Michele Fina, secondo cui «il governo è a secco di risposte» e «non si può intervenire ancora con misure temporanee e insufficienti».
Fina ha poi ricordato che «le famiglie hanno già pagato un prezzo molto alto durante queste settimane di ferie: quelle che hanno potuto permettersele, visto che la metà non ha avuto la possibilità di farle». Per il senatore, «l'instabilità internazionale, alimentata dalle scelte del sovranista Trump, ha contribuito alla volatilità dei mercati energetici. Ma proprio in una fase come questa servono politiche capaci di proteggere cittadini e imprese dagli shock esterni».
Il Pd chiede inoltre al governo di chiarire «quali strumenti intende mettere in campo per contenere il costo dei carburanti e dell'energia, visto che sta per scadere l'intervento - sul solo gasolio e di pochi centesimi - previsto a inizio mese». La strada indicata dal partito prevede la tassa sugli extra-profitti, l'utilizzo del meccanismo delle accise mobili e una strategia strutturale per ridurre il costo dell'energia, accelerando la realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili e semplificando sul piano burocratico i tempi necessari per realizzarli.
La pressione sul governo arriva mentre il ministero dell'Economia ha prorogato di due giorni, il 25 e 26 agosto, lo sconto sul gasolio già previsto dall'ultimo decreto legge. Il provvedimento, firmato da Giorgetti insieme al ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, attiva il meccanismo delle accise mobili rideterminando l'aliquota a 532,90 euro per mille litri. I presidenti dei gruppi parlamentari dem, Francesco Boccia e Chiara Braga, e il capo delegazione a Bruxelles Nicola Zingaretti hanno definito le misure del governo «tampone» che «durano lo spazio di un mattino», chiedendo a Meloni e Giorgetti di affrontare «quella che non è più una emergenza temporale ma un problema strutturale».