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Il Metropolitan Museum annulla la retrospettiva su John Galliano

Il Metropolitan Museum of Art ha cancellato la mostra dedicata a John Galliano prevista per la primavera 2027, che avrebbe dovuto ispirare la prossima Met Gala. La decisione arriva dopo le critiche per le vecchie dichiarazioni antisemite e razziste del designer, che ha espresso il proprio rammarico.

Il Metropolitan Museum of Art ha ufficialmente cancellato la retrospettiva dedicata a John Galliano, che avrebbe dovuto essere il tema della Met Gala 2027. L'annuncio, diffuso con un comunicato congiunto del museo e dello stilista britannico, mette fine a settimane di polemiche e pressioni arrivate dopo la presentazione del progetto, previsto per maggio 2027 con il titolo «John Galliano: Horizons».

La decisione è arrivata dopo una lunga riflessione. «Con grande tristezza, ho deciso che è meglio che la mostra non abbia luogo in questo momento», ha dichiarato Galliano. «Rimango pienamente responsabile del dolore causato dalle mie parole in passato, in particolare per la sofferenza inflitta alle comunità ebraiche e asiatiche, e ne sono profondamente dispiaciuto. Capisco che un'espiazione significativa non si raggiunge con una mostra, un riconoscimento istituzionale o un singolo gesto pubblico: è una responsabilità continua, dimostrata ascoltando, imparando e con la propria condotta nel tempo».

La mostra avrebbe ripercorso i quarant'anni di carriera del designer, dalla collezione di laurea del 1984 alla Central Saint Martins fino alle esperienze con il suo marchio omonimo, Givenchy, Christian Dior e Maison Margiela. Il progetto avrebbe dovuto affrontare anche le condotte antisemite, razziste e anti-asiatiche del 2010 e 2011, quando Galliano fu giudicato colpevole di insulti in un ristorante parigino, arrivando a dichiarare il proprio amore per Adolf Hitler. Dopo l'arresto, lo stilista fu licenziato da Dior.

La cancellazione arriva dopo che alcuni donatori avevano minacciato di ritirare i propri contributi economici se la mostra fosse stata confermata. Secondo il New York Times, i vertici del museo avevano anche valutato di spostare la data della Met Gala, tradizionalmente fissata per il primo lunedì di maggio, per evitare che coincidesse con Yom HaShoah, il giorno della memoria dell'Olocausto. «Non voglio che il dibattito su di me metta il Met in una posizione difficile o distragga dallo straordinario lavoro del Costume Institute», ha aggiunto Galliano. «Riconosco e rispetto anche che una mostra che onora il mio lavoro sarebbe dolorosa per alcuni».

Andrew Bolton, curatore del Costume Institute, ha dichiarato di sostenere la decisione: «Credo profondamente nella responsabilità dei musei di esaminare storie difficili con rigore, franchezza e cura. Riconosco anche il dolore e la preoccupazione che questa mostra ha causato. Dopo un'ampia discussione, sostengo la decisione di non procedere». Anna Wintour, direttrice globale di Vogue, ha definito la scelta di Galliano «molto coraggiosa» e ha espresso pieno sostegno allo stilista e al museo.

Non è la prima volta che il Costume Institute annulla una retrospettiva: nel 2000 vennero accantonati i piani per una mostra su Coco Chanel, mentre nel 2020 la pandemia di Covid-19 interruppe l'esposizione «About Time: Fashion and Duration». Una nuova mostra primaverile e la Met Gala 2027 saranno annunciate in una data successiva.

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