Jeon Do-yeon, una delle attrici più importanti del cinema sudcoreano, si racconta in un'intervista esclusiva con ELLE Polonia, realizzata a Busan poco prima di una sua apparizione sul red carpet del festival. Al centro del colloquio ci sono la libertà delle donne, il rapporto con i personaggi e un sentimento che, a suo dire, fatica a sentire fino in fondo: l'amore.
Per l'attrice, la piena libertà è probabilmente irraggiungibile, anche per chi lavora nel cinema. Essere donna, sostiene, porta con sé limiti legati ai ruoli familiari che la società continua ad attribuire. Jeon Do-yeon ricorda inoltre che la disuguaglianza di genere in Corea del Sud resta tra le più ampie fra le economie sviluppate, un dato che rende il tema tutt'altro che astratto per chi vive e lavora in quel contesto.
Il suo percorso è intrecciato con quello del regista Lee Chang-dong. Vent'anni fa, il film Secret Sunshine di Lee le valse il premio come miglior attrice a Cannes, facendone la prima attrice coreana a ottenere questo riconoscimento. Oggi i due tornano a lavorare insieme in Possible Love, presentato quest'anno a Venezia, dove ha vinto il Leone d'argento ed è stato selezionato dalla Corea del Sud per la corsa agli Oscar. Il film è prodotto anche con la partecipazione dei coproduttori polacchi Maciej Musiał e Krzysztof Piesiewicz e sarà disponibile su Netflix dal 6 novembre.
La storia mette in scena due coppie provenienti da ambienti sociali diversi, che si incontrano e lasciano emergere tensioni nascoste. Da una parte c'è Ho-seok, marito senza lavoro; dall'altra Ye-ji, moglie benestante e regista di documentari. Jeon Do-yeon spiega che il metodo di Lee consiste nel chiedere agli attori di sentire, non di recitare. Da qui deriva un cambiamento nel suo approccio: oggi costruisce i personaggi dall'interno, senza cercare di compiacere il pubblico. Non parte mai da un personaggio, sottolinea, ma dalla storia.
Un altro tema ricorrente nei suoi progetti è l'amore. L'attrice ammette di attraversarlo in ogni lavoro, pur dubitando di crederci davvero. Il titolo del film, Possible Love, viene letto come una domanda rivolta allo spettatore: quanto amore sia possibile tra persone che appartengono a mondi diversi.
Il film arriva in un momento in cui le produzioni coreane hanno acquisito un peso crescente sulla scena internazionale, anche grazie a Netflix, oggi la piattaforma che offre la più ampia diffusione globale della produzione coreana. Il successo di Squid Game ne è l'esempio più noto: l'idea del suo creatore fu respinta per circa un decennio prima di trovare la strada verso la piattaforma e diventare un fenomeno mondiale che ha contribuito ad accendere l'interesse per la cultura coreana.