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Carburanti, il governo approva il decreto aiuti e il Garante chiede la precettazione

Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto-legge con 110 milioni per i crediti d'imposta su autotrasporto, agricoltura e pesca. Meloni avverte: «L'intimidazione non la tolleriamo». La Commissione di garanzia segnala il pericolo per i diritti costituzionali e propone la cessazione immediata dei blocchi.

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge con gli aiuti per autotrasporto, agricoltura e pesca, i settori colpiti dal rincaro del gasolio. L'annuncio è arrivato dalla premier Giorgia Meloni con un video sui social, nel quale ha ringraziato le associazioni che hanno revocato i fermi ma ha anche avvertito che «in alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade». Per la presidente del Consiglio «questa non è protesta, è intimidazione e l'intimidazione non la tolleriamo».

Meloni ha detto di aver chiesto al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di accogliere la richiesta delle associazioni di garantire la libera circolazione delle merci e ha aggiunto che l'esecutivo userà «tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del decreto sicurezza che hanno reso reato il blocco stradale». Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha rilanciato l'avvertimento: se proseguiranno minacce e aggressioni «si passerà al fronte dell'ordine pubblico».

I dettagli delle misure sono stati illustrati dal viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi. Per i crediti d'imposta sullo sconto carburanti il decreto stanzia 110 milioni. Di questi, 50 milioni alzano il plafond per il periodo da marzo ad agosto da 430 a 480 milioni, mentre 60 milioni coprono il periodo tra settembre e i primi di ottobre. I crediti potranno essere utilizzati anche nei primi mesi del 2027, per evitare sovra-accrediti che le imprese non riuscirebbero a impiegare.

«I crediti saranno disponibili per le prime aziende già dalla settimana prossima. Il Mit ha iniziato i pagamenti ieri e oggi l'Agenzia delle Entrate li certifica: le prime 2.000 imprese vedranno i fondi sul cassetto fiscale nei prossimi giorni», ha spiegato Rixi. Il decreto prevede inoltre norme ad hoc per le piccole e medie imprese in difficoltà che non rientrano nei requisiti europei standard, riservati ai mezzi Euro 5 sopra le 7,5 tonnellate.

Rixi ha lanciato anche un appello per sbloccare la filiera agroalimentare: «Sollecitiamo l'invito a riportare la normalità in tutti i territori e consentire, tra l'altro, alle aziende, soprattutto del Sud, di poter distribuire l'ortofrutta ed evitare ulteriori conseguenze dopo i blocchi di questi giorni».

Sul fronte delle proteste è intervenuta la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Nella delibera, riferita alle azioni collettive degli autotrasportatori ancora in corso nelle Regioni del Sud Italia, l'organo segnala al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e, per il suo tramite, alle Autorità territoriali «il fondato pericolo di pregiudizio ai diritti della persona costituzionalmente tutelati» e le invita ad adottare le misure necessarie a prevenirlo. La Commissione propone inoltre alle medesime Autorità di ordinare «l'immediata cessazione dei blocchi stradali nei confronti dei singoli aderenti alle azioni collettive in corso».

Secondo la delibera, le azioni portate avanti da comitati autonomi e spontanei di autotrasportatori mediante blocchi stradali «hanno determinato una seria compromissione degli approvvigionamenti dei beni di prima necessità e dei farmaci alla popolazione, nonché del carburante alla rete di pubblica distribuzione». Il prolungato fermo, si legge ancora, ha causato «un grave e progressivo svuotamento della rete di distribuzione alimentare primaria», con «il concreto rischio di carenza di generi alimentari di prima necessità per le comunità locali».

La Commissione rileva poi che la sospensione del trasporto di carburante ha prodotto «effetti vulneranti trasversali sulla regolarità dei servizi pubblici essenziali», incidendo anche sull'erogazione dei servizi di trasporto. I blocchi e i rallentamenti della circolazione hanno avuto un effetto sul sistema economico, condizionando la mobilità delle persone e la possibilità di raggiungere i luoghi di lavoro. Dalle segnalazioni pervenute risulta inoltre l'interruzione dei servizi di trasporto dei rifiuti, con la saturazione dei siti di stoccaggio e pregiudizio per la raccolta e lo smistamento. La mancanza di carburante, si sottolinea, è suscettibile di incidere anche sulla regolare erogazione del servizio di emergenza urgenza sanitaria, necessario per il rifornimento dei mezzi di soccorso.

Il documento precisa che, nonostante le dichiarazioni di revoca rese dalle associazioni rappresentative Fedralog e Aias, continuano a essere segnalati presidi e azioni di protesta da parte di autotrasportatori, almeno in Puglia e Campania, non ascrivibili alle associazioni di categoria ma a comitati spontanei di autotrasportatori e agricoltori.

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