Sarà Stavro Ivanovski, matematico e scienziato planetario, primo ricercatore all'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e professore aggiunto all'Università di Trieste, a guidare per i prossimi anni Europlanet, la grande rete europea dedicata allo studio delle scienze planetarie e del Sistema solare. L'incarico durerà fino al 2030. L'annuncio è stato dato all'Aia, nei Paesi Bassi, dove questa settimana è in corso l'Epsc, il congresso scientifico annuale della società.
Fondata nel 2005, Europlanet riunisce ricercatrici e ricercatori, studenti, professionisti del settore spaziale, istituzioni, aziende, divulgatori e astrofili. Ivanovski, che è entrato nell'organizzazione nel 2017, è attualmente vicepresidente e tesoriere esecutivo di Europlanet, all'interno della quale ha già ricoperto diverse responsabilità, tra cui la co-presidenza del comitato scientifico dell'Epsc e la guida dell'Hub Europlanet regionale italiano.
«Sono davvero felice e onorato di assumere la presidenza di Europlanet», ha dichiarato Ivanovski. «Per me non è soltanto un'organizzazione scientifica: è una comunità di persone unite dalla curiosità e dalla voglia di esplorare il Sistema solare. Quello che mi ha colpito di più è che la sua forza non sta soltanto nell'eccellenza scientifica, ma soprattutto nella capacità di connettere persone diverse tra loro, creando una comunità aperta, dinamica e internazionale».
Nel suo programma per i prossimi anni, il nuovo presidente punta a rendere Europlanet «ancora più aperta e inclusiva, capace di dare sempre più spazio ai giovani ricercatori e alle loro idee». Tra gli obiettivi dichiarati ci sono il rafforzamento delle collaborazioni tra discipline diverse e la creazione di nuove opportunità di incontro tra ricerca, industria, agenzie spaziali e pubblico. «Le sfide dell'esplorazione del Sistema solare si affrontano meglio lavorando insieme», ha aggiunto.
Ivanovski ha sottolineato come il periodo attuale sia particolarmente favorevole per le scienze planetarie. «Esploriamo nuovi mondi, torniamo sulla Luna, visitiamo asteroidi e comete, studiamo le atmosfere e l'interno dei pianeti e cerchiamo di capire quali condizioni possano favorire lo sviluppo della vita», ha spiegato. Ha inoltre ricordato il ruolo crescente delle nuove tecnologie, come l'intelligenza artificiale, la modellistica avanzata e la scienza dei dati, che stanno trasformando il modo di fare ricerca. «Non c'è mai stato un momento più entusiasmante per occuparsi di esplorazione del Sistema solare e del nostro posto nell'universo», ha concluso.
La presidenza di Ivanovski arriva in una fase di espansione delle attività di Europlanet, che negli anni è diventata un punto di riferimento per la comunità scientifica europea e internazionale. La rete coordina progetti di ricerca, attività formative e iniziative di divulgazione, coinvolgendo sia grandi istituzioni sia singoli appassionati. Il congresso Epsc, che si tiene annualmente, rappresenta uno dei principali appuntamenti per chi studia pianeti, lune, asteroidi e comete, e riunisce centinaia di esperti provenienti da tutto il mondo.