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La piramide dei Daft Punk diventa un set LEGO ufficiale nel 2027

LEGO e Daft Punk annunciano una partnership: il primo prodotto sarà un set dedicato alla piramide luminosa del tour Alive, in arrivo nel 2027. Il progetto nasce da una creazione amatoriale di Patrick Harboun, premiata su LEGO Ideas.

La piramide luminosa che ha accompagnato i Daft Punk nelle date del tour Alive diventerà un set LEGO ufficiale nel 2027. L'annuncio della partnership tra il gruppo francese e l'azienda danese è arrivato il 22 ottobre e segna il primo prodotto fisico dedicato al duo, dopo l'apparizione in versione mattoncino nel film animato «Piece by Piece» e nel mondo digitale di LEGO Fortnite.

Il set nasce da un progetto amatoriale firmato da Patrick Harboun, costruttore lussemburghese cresciuto ascoltando «Homework» sul Walkman. Nel 2020, durante il lockdown, Harboun e il figlio, allora otto anni, hanno realizzato una versione in mattoncini della piramide. Il modello ha vinto il primo premio nella sfida «Music to Our Ears» di LEGO Ideas, ma non è stato trasformato in un prodotto commerciale. La coppia lo ha ripresentato nel 2024, ha raggiunto i 10.000 sostenitori nel 2025 e ha atteso circa un anno nella fase di revisione dell'azienda. Ora i designer LEGO stanno rielaborando la creazione per la versione destinata alla vendita.

La piramide originale ha debuttato il 29 aprile 2006 nella Sahara Tent del Coachella, uno spazio progettato per 10.000 persone che ne ha viste arrivare circa 40.000. A firmarla è stato Martin Phillips della società di produzione losangelina Bionic League, che aveva lavorato anche al video di «Technologic». La struttura non utilizzava tecnologia su misura: era costruita con pannelli LED Barco OLite disponibili sul mercato, assemblati con ingegno. Un dettaglio che sembra quasi uno slogan LEGO: componenti standard, montaggio intelligente, risultato leggendario.

Dopo Coachella la piramide ha viaggiato per il mondo con il tour Alive 2006/2007. Sotto quella struttura, al Palais Omnisports di Paris-Bercy, nel giugno 2007 è stato registrato l'album «Alive 2007», poi premiato con un Grammy. Il modello originale di Harboun ricrea quel palco con circa 2.000 pezzi, con Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo seduti alla console e i loro caschi robotici personalizzati.

I triangoli sono da sempre un problema per un sistema costruttivo basato sugli angoli retti, e Harboun ha ammesso che far combaciare tutte quelle inclinazioni ha richiesto soluzioni creative. Il primo prototipo è stato realizzato dal figlio con i mattoncini trovati in casa, poi il padre lo ha ampliato in digitale. I caschi rappresentavano una zona grigia, perché LEGO non aveva mai commercializzato minifigure ufficiali dei Daft Punk; l'unica apparizione era stata nel biopic animato di Pharrell Williams, citato da Harboun come una scappatoia.

Il dettaglio più interessante è il nucleo motorizzato: una scatola rotante di mattoncini trasparenti e una serie di luci sospese simulano i motivi LED cangianti della piramide reale. Il trucco svolge due funzioni: sostituisce l'intero impianto video del palco e realizza l'obiettivo originale di Harboun, cioè simulare quella che lui ha chiamato la «modalità notturna» LEGO. L'azienda ha precisato che il set commerciale sarà diverso dalla proposta amatoriale, quindi i dettagli finali restano da scoprire.

Il 20 gennaio 2027 «Homework» compirà trent'anni: un anniversario che rende l'arrivo dei robot in versione mattoncino particolarmente simbolico. Il disco conteneva «Da Funk», «Revolution 909» e «Around the World», brano che ripete il proprio titolo 144 volte senza stancare. Costruire qualcosa ripetendo lo stesso elemento è del resto il principio base del sistema LEGO, e l'abbinamento sembrava scritto nel destino.

Julia Goldin di LEGO ha definito la partnership «solo l'inizio di un viaggio più ampio», con altri contenuti ed esperienze di marca in arrivo accanto al set. Prezzo, numero di set, quantità di pezzi, minifigure e disponibilità regionale, Stati Uniti compresi, non sono ancora stati annunciati. Cédric Hervet, direttore creativo dei Daft Punk, ha descritto la piramide come «una delle espressioni più riconoscibili del mondo visivo dei Daft Punk»: almeno sul pezzo centrale tutti sembrano d'accordo.

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