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Meloni: oltre 30mila attività «apri e chiudi» chiuse, basta finti artigiani

All'Auditorium Antonianum di Roma, per gli 80 anni della Cna, la premier annuncia il contrasto alle imprese che evadono e chiudono prima dei controlli. Confermato l'impegno del governo sulla legge delega sull'artigianato e sulla tutela del Made in Italy dalla concorrenza sleale.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Il governo ha chiuso oltre 30mila attività «apri e chiudi», imprese che aprono, evadono e cessano l'attività prima che il fisco possa effettuare i controlli. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo all'Auditorium Antonianum di Roma per l'ottantesimo anniversario della Cna, la Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa. «Abbiamo scelto di combattere il fenomeno odioso delle attività apri e chiudi», ha detto la premier, spiegando che l'obiettivo è ripristinare «un po' di sana giustizia in questa nazione per gli imprenditori onesti».

Meloni è stata accolta con calore e applausi. Interpellata dal presidente della Cna, Dario Costantini, che le ha chiesto se vuole bene agli artigiani, la premier ha risposto con convinzione: «Sì, voglio bene agli artigiani e voglio bene alla Cna. E sono qui per ringraziarvi come associazione per quello che abbiamo insieme discusso, portato avanti, costruito in questi anni». Ha poi aggiunto di aver trovato «una realtà ragionevole, che legittimamente fa il proprio interesse. Ma che deve stare in un interesse più grande», distinguendo tra chi ritiene il proprio interesse superiore a quello degli altri e chi invece contribuisce al bene comune.

Nel suo intervento la presidente del Consiglio ha sottolineato il valore identitario dell'artigianato: «Ogni volta che un artigiano fa bene il proprio lavoro rende l'Italia più unica. In un mondo di omologazione voi rappresentate un baluardo di autenticità». Senza l'artigianato, ha aggiunto, il Made in Italy «semplicemente non esisterebbe: il nostro marchio non è una semplice etichetta, è un vero e proprio modo di stare al mondo».

Sul fronte dell'azione di governo, Meloni ha confermato l'intenzione dell'esecutivo di proseguire con la legge delega sull'artigianato, pensata per consentire alle imprese artigiane di valorizzare la propria specificità. «La considero una misura che aumenta l'occupazione. Non un favore agli artigiani, ma un provvedimento che arricchisce l'Italia», ha dichiarato, precisando che l'obiettivo non è creare fratture ma aiutare tutte le imprese a crescere.

La premier è stata netta anche sul tema dei finti artigiani: «C'è una concorrenza sleale di chi si spaccia per artigiano pur non essendolo. Basta finti artigiani, che usurpano il vostro nome e fanno concorrenza sleale». Ha quindi rivendicato la necessità di difendere la qualità italiana: «L'Italia non può competere sulla quantità dei prodotti. Ma nessuno può competere con l'Italia sulla qualità, e quella qualità la fate voi. Ma va difesa e protetta sui mercati internazionali e a livello nazionale».

L'evento per gli ottant'anni della Cna è stato l'occasione per un confronto tra il governo e il mondo dell'artigianato e della piccola impresa, un comparto che la premier ha definito centrale per l'identità produttiva del Paese. Le misure annunciate — dal contrasto alle attività che eludono il fisco alla tutela contro la concorrenza sleale — si inseriscono in un quadro di interventi che, secondo Meloni, puntano a sostenere le imprese oneste e a rafforzare la qualità del Made in Italy sui mercati esteri e sul territorio nazionale.

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