Alla edizione di quest'anno del Warsaw Home, la più grande fiera dell'arredamento d'interni in Polonia, l'attenzione dei visitatori è stata catturata non solo dalle novità di arredi e illuminazione, ma anche dall'allestimento stesso degli stand. I marchi Artera e WOLNO hanno scelto di allontanarsi dalle esposizioni fieristiche standard in favore di spazi che raccontano una storia, suscitano emozioni e coinvolgono i sensi. Il progetto scenografico è stato affidato allo studio di architettura NOKE Architects e all'artista Ola Niepsuj.
Lo stand di Artera, marchio polacco di illuminazione, è stato concepito come la Casa Artera, ovvero il racconto di una casa che si sviluppa attraverso una successione di ambienti. L'esposizione iniziava nella sala da pranzo, considerata il cuore della casa, e terminava nella camera da letto, luogo di rigenerazione. Architettura e allestimento sono stati realizzati nello spirito del "total look": al posto dei veri mobili comparivano forme scultoree che ne restituivano le proporzioni, il tutto realizzato con un unico materiale. Il ruolo principale era svolto dalla luce. I fasci emessi dalle plafoniere mettevano in risalto le forme architettoniche e l'arredo, creando una rappresentazione visiva.
In questo spazio i visitatori potevano vedere la varia collezione Toro disegnata da Kabo & Pydo, la lampada funzionale Lamina di Nikodem Szpunar e due collezioni in ceramica di Mikołaj Nicer e Michał Maciukiewicz dello studio Nicer Design: Rib e Klang. L'architettura minimalista ha acquisito un carattere ulteriore grazie a Ola Niepsuj, che ha dialogato con la scenografia in chiave site-specific. Ha rivestito le pareti con una tipografia e un disegno d'autore di grande formato, introducendo nello spazio espositivo tracce della quotidianità personale. La Casa Artera ha così smesso di essere un semplice showroom e si è trasformata in un'installazione artistica.
Lo stand del marchio WOLNO, di proprietà di Ewa e Krzysztof Otlewski, ha assunto la forma di un manifesto performativo. La veste visiva è stata curata dallo stesso team, cioè NOKE Architects e Ola Niepsuj. Tre performer, in costumi dedicati, si muovevano con calma all'interno dello spazio, trattandolo come un ambiente privato. Questo spettacolo insolito voleva sottolineare la filosofia del marchio esordiente, secondo cui è l'uomo, con il suo movimento e la sua libertà, a conferire agli oggetti il loro significato ultimo. La collezione di mobili imbottiti "Nam", presentata in anteprima, si richiama a questa idea, proponendo forme ispirate ai ricordi della casa di famiglia.
Su una superficie di 140 metri quadrati, NOKE Architects ha allestito due salotti. Il primo richiamava l'artigianato tradizionale e comprendeva il kilim "5 dzwonków" (SPLOT), sedie artigianali tradizionali, un tappeto di lana, un divano vintage, accessori del marchio LUDISM e il dipinto "Wolność" di Tania Kondracienko della collezione Borowik Foundation. Il secondo, più eccentrico, univa il dipinto del Gruppo Dowczoraj a una rottura pop nell'accostamento dei colori, con accessori stampati in 3D del marchio Derive e illuminazione di Artera e Bluba Studio. Tra i due salotti era collocata un'isola da cucina in ceramica, circondata da composizioni vegetali realizzate dallo studio BUSZ di Varsavia.
Uno degli elementi più spettacolari dell'esposizione WOLNO era la facciata esterna progettata da Ola Niepsuj. Le superfici lignee piane sono diventate il supporto di una composizione monumentale ispirata alle sagome dei mobili e all'idea di una vita lenta. Invece di stampa o vernice, l'artista ha utilizzato 408 metri di treccia, intrecciata a mano dal Koło Gospodyń Wiejskich di Bory Tucholskie. La treccia disposta sulla facciata ha trasformato il prospetto in un rilievo e ha delineato i contorni dell'installazione.