Antonio Conte non ha una panchina, ma ha già iniziato a mandare segnali sul tipo di progetto che lo riporterebbe in corsa. L'allenatore salentino, reduce dall'esperienza al Napoli, ha spiegato in un'intervista a The Athletic di voler tornare soltanto per una squadra con storia, pressione e ambizione. Le sue parole hanno immediatamente acceso il dibattito sul suo futuro, dividendo l'attenzione tra l'Inghilterra e l'Italia.
«Se ne valesse la pena — ha detto Conte — ci sono molti club che hanno in qualche modo perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in uno di questi club per rispolverare quella storia e farla risplendere ancora una volta. Club in cui c'è pressione, dove sai bene che non vai per partecipare». Una descrizione che, secondo diversi osservatori, sembra cucita addosso a più di una piazza.
Il Manchester United appare il candidato più naturale. Michael Carrick è già sotto pressione dopo un avvio deludente e Conte conosce bene la Premier League, dove ha vinto il titolo con il Chelsea. In Inghilterra il suo nome viene accostato ai Red Devils con una certa insistenza, alimentando l'ipotesi di un ritorno nel campionato inglese.
In Italia, però, la suggestione più forte porta inevitabilmente a Torino. La Juventus ha scelto Luciano Spalletti e, almeno oggi, continua a puntare su di lui. Il tecnico toscano non è in discussione, ma le parole di Conte sembrano adattarsi perfettamente alla storia bianconera, un club che non vince lo Scudetto dal 2020 e la Champions League dal 1996.
Conte, del resto, non cerca una panchina per partecipare. Cerca una squadra da riportare a vincere, alimentando quella scintilla che, secondo la sua filosofia, deve coinvolgere tifosi, giocatori e dirigenti. È il motivo per cui la Juventus resta una destinazione diversa dalle altre: l'allenatore conosce l'ambiente, ne conosce le aspettative e sa cosa significhi allenare in bianconero.
A Torino, quando Conte parla di un grande club che ha smarrito parte della propria identità, qualcuno inevitabilmente drizza le antenne. L'ombra del tecnico salentino, da semplice suggestione, comincia a diventare ingombrante. La sua ultima esperienza in panchina risale alla stagione al Napoli, conclusa con la qualificazione alla Champions League, e da allora il suo nome è stato associato a diverse panchine eccellenti senza mai concretizzarsi.
Il quadro resta fluido. Da un lato c'è il Manchester United, che potrebbe offrirgli un progetto di ricostruzione in Premier League. Dall'altro c'è la Juventus, che ha scelto Spalletti ma che, secondo il tam tam che arriva dalla Serie A, non può ignorare del tutto l'ipotesi di un ritorno di Conte. La sua storia da giocatore e da allenatore in bianconero, con tre Scudetti consecutivi conquistati alla guida della squadra, rappresenta un legame difficile da cancellare.
Per ora non ci sono decisioni ufficiali né trattative confermate. Spalletti resta l'allenatore della Juventus e Carrick resta sulla panchina dello United. Ma le dichiarazioni di Conte hanno riacceso un dibattito che in Italia coinvolge tifosi, addetti ai lavori e dirigenti, pronti a valutare ogni sviluppo nelle prossime settimane.