Lungo la storica scalinata di Sant'Ercolano, a Perugia, un'edicola di giornali è diventata un piccolo presidio culturale aperto alla città. Il progetto, firmato dal designer italiano Giuseppe Arezzi, trasforma Edicola 518 da semplice punto vendita in uno spazio di lettura comunitario e in un'infrastruttura pubblica, con la riapertura prevista per il 1 giugno 2026.
L'intervento nasce nell'ambito del Laboratorio di Creatività Contemporanea, un bando promosso dal Ministero della Cultura, vinto da Edicola 518 con l'iniziativa «L'Edicola che Vorrei». La riconfigurazione coincide con il decimo anniversario del chiosco. Arezzi ha mantenuto l'involucro esterno originale, applicandovi una finitura rossa monocromatica che crea un forte contrasto con la pietra della scalinata.
All'interno il designer ha eliminato il tradizionale banco di vendita, che separava il venditore dal pubblico, sostituendolo con un'installazione di arredi a gradoni realizzata in pannelli di rovere laccato di rosso. Le sezioni tecniche sono nascoste nella struttura, mentre le panche integrate offrono un posto dove sedersi. Al centro della struttura in legno è inserita una fontana in acciaio inox che eroga acqua potabile gratuita ai passanti.
Le cornici delle finestre sono state riprogettate per funzionare anche come espositori esterni di riviste indipendenti e libri d'arte. Una piattaforma esterna si estende sui gradini storici, così che le sedute restino accessibili anche fuori dall'orario di apertura dell'edicola.
Il progetto include anche Ambo, uno sgabello-leggio modulare alto 20 centimetri, sviluppato in collaborazione con il Seed Festival. L'oggetto compensa i dislivelli della scalinata e si può usare sia come seduta mobile sia come supporto inclinato per esporre libri.
Arezzi spiega la sua scelta partendo dal luogo: «Osservando la scalinata di Sant'Ercolano ho voluto preservare il rituale quotidiano che da sempre appartiene all'edicola. Un tempo le persone si fermavano per acquistare informazioni, oggi si fermano per elaborarle attraverso il riposo e la lettura. Ho interpretato il chiosco non solo come micro-architettura, ma come un pezzo di arredo versatile, in cui ogni elemento tecnico è pensato per favorire l'interazione e il piacere di vivere lo spazio pubblico».
Il progetto è stato realizzato con la collaborazione di Matteo Pettorali, con partner tecnici come Seed 360 e Umbra Acque, e le fotografie sono di Giovanni Emilio Galanello. Il risultato è un'edicola che resta aperta e utilizzabile anche nelle ore serali, quando il banco è chiuso, e che reinterpreta la tipologia del chiosco di giornali come infrastruttura civica dedicata alla lettura.