Il Parlamento europeo ha revocato l'immunità parlamentare all'eurodeputato del Partito Democratico Matteo Ricci. La decisione, approvata dalla Plenaria di Strasburgo, accoglie la richiesta formulata direttamente dallo stesso interessato e consente ora alla Procura di Pesaro di procedere al sequestro, alla lettura e all'eventuale utilizzo della corrispondenza tra Ricci e il suo ex collaboratore Massimiliano Santini.
La vicenda si inserisce nell'inchiesta su presunti affidamenti irregolari del Comune di Pesaro nel periodo in cui Ricci era sindaco della città marchigiana. L'europarlamentare aveva già autorizzato la Procura a leggere la corrispondenza con Santini e la prova da lui depositata, come aveva dichiarato lo scorso novembre. La richiesta di revoca era stata accolta all'unanimità in sede di commissione parlamentare Affari Giudiziari (JURI) e ora è arrivato anche il via libera definitivo dell'assemblea.
«Come avevo chiesto, oggi è arrivata l'approvazione del Parlamento europeo sulla revoca dell'immunità per consentire la lettura delle chat con il mio ex collaboratore. Molto bene», ha commentato Ricci subito dopo il voto. «A tutti i gruppi parlamentari avevo chiesto massima celerità comunicando il mio consenso e chiedendo un voto favorevole, come quello da me espresso questa mattina durante la votazione. Ho rinunciato all'immunità, ma anche alla possibilità di fare l'audizione, proprio per accelerare il più possibile».
L'eurodeputato ha poi ricostruito i passaggi della vicenda: «Del resto, già a novembre dello scorso anno, avevo autorizzato la Procura a leggere la corrispondenza con il mio ex collaboratore Santini e la prova da me depositata. Ringrazio la relatrice Piera e tutta la commissione Juri per la celerità, e il collega Repasi del mio gruppo S&D che ha seguito tutta la procedura. Da oggi così la Procura di Pesaro potrà proseguire il proprio lavoro. Il mio atteggiamento dal primo istante è stato infatti di massima collaborazione con gli inquirenti».
La revoca dell'immunità rappresenta un passaggio procedurale necessario per consentire agli inquirenti di acquisire e utilizzare il materiale di corrispondenza tra Ricci e Santini. Senza il via libera dell'Eurocamera, le comunicazioni private dell'eurodeputato sarebbero rimaste coperte dalle garanzie previste per i membri del Parlamento europeo. La decisione odierna rimuove dunque l'ostacolo formale che avrebbe potuto rallentare o bloccare l'acquisizione delle prove da parte della magistratura pesarese.
Ricci, che siede nel gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), ha scelto di non avvalersi della possibilità di essere ascoltato in audizione, rinunciando a un passaggio che avrebbe potuto allungare i tempi della procedura. La sua linea, ribadita pubblicamente, è stata quella della collaborazione piena con gli inquirenti fin dalle prime fasi dell'inchiesta. La richiesta di revoca, motivata dalla volontà di dimostrare la massima trasparenza possibile, ha ricevuto il sostegno unanime dei membri della commissione Affari Giudiziari prima di approdare in Plenaria.
Con il voto di Strasburgo, la Procura di Pesaro può ora proseguire il proprio lavoro senza i vincoli legati all'immunità parlamentare. L'inchiesta riguarda presunti affidamenti irregolari risalenti al periodo in cui Ricci guidava il Comune di Pesaro, prima del suo approdo al Parlamento europeo. La revoca dell'immunità non implica di per sé alcuna valutazione nel merito delle accuse, ma consente agli investigatori di completare l'acquisizione del materiale probatorio ritenuto utile.