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Badenoch corteggia Meloni: «Lezione di governo dai Conservatori»

La leader dei Tories Kemi Badenoch incontra la premier Giorgia Meloni a Roma e ne elogia la tenuta, indicandola come modello per il centrodestra britannico. Nessun accordo con Reform UK, smentito il presunto consiglio di Meloni.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

La leader dei Conservatori britannici Kemi Badenoch ha scelto Roma come tappa per studiare il modello di governo di Giorgia Meloni. Dopo l'incontro di lunedì mattina, durato circa un'ora, la politica inglese ha pubblicato sui propri profili social un post con nuove foto e messaggi chiari: l'Italia guidata dal centrodestra è oggi più credibile agli occhi di mercati e investitori della Gran Bretagna governata dai laburisti.

«C'era una volta l'economia italiana in difficoltà. Oggi il costo del debito dell'Italia è più basso di quello britannico. Mercati e investitori hanno più fiducia nell'Italia di Meloni che nella Gran Bretagna governata dai laburisti», ha scritto Badenoch, che già a dicembre aveva definito la presidente del Consiglio «una forza della natura» dopo essere stata ospite di Atreju, la manifestazione dei giovani di Fratelli d'Italia. Le due leader, unite anche dall'interesse per il filosofo Roger Scruton, si sono dette in contatto costante via messaggio.

Nel suo intervento, la leader dei Tories ha descritto Meloni come «una donna diretta, concreta, che non usa mezzi termini, sa in cosa crede e non arretra sulle proprie posizioni». Secondo Badenoch, la premier italiana «ha restituito fiducia all'Italia, ha riportato nel Paese chi crea posti di lavoro e ha dimostrato che cosa può ottenere un serio governo di centrodestra». La leader britannica ha inoltre ricordato che Meloni è vicina a diventare il capo del governo più longevo della storia repubblicana italiana, nonostante le previsioni iniziali che la davano per spacciata entro pochi mesi.

Il riferimento alla stabilità non è casuale. Oltremanica, a luglio si è insediato il settimo primo ministro in dieci anni, il laburista Andy Burnham, subentrato a Keir Starmer. «Volevo capire come ci sia riuscita, perché dopo il governo laburista la Gran Bretagna avrà bisogno esattamente dello stesso tipo di determinazione. E saranno i Conservatori a garantirla», ha aggiunto Badenoch, spiegando le ragioni della trasferta romana.

Il cammino per tornare a Downing Street resta però in salita. Dopo la sconfitta alle elezioni del 2024, che ha chiuso quattordici anni di governi conservatori, i Tories hanno toccato minimi storici nei sondaggi (16% a inizio 2025), complice l'avanzata di Reform UK di Nigel Farage. Con il cambio di leadership, il partito è risalito sopra il 20%, mentre i laburisti beneficiano dell'effetto Burnham e il partito di Farage appare in difficoltà per tensioni interne e sospensioni di alcuni esponenti di spicco.

Badenoch ha già delineato la sua agenda: uscita dalla Convenzione europea sui diritti umani per adottare misure più stringenti sull'immigrazione, revisione delle politiche ambientali approvate dai laburisti per tutelare la produzione industriale e una linea più liberista in economia per alleggerire il peso del welfare state. Resta aperta la questione di un'eventuale alleanza con Reform UK in caso di parlamento senza maggioranza chiara, ipotesi auspicata da alcuni osservatori.

Sul punto è emerso un contrasto: la leader britannica ha affermato che Meloni le avrebbe sconsigliato qualsiasi patto con Farage, ma da Fratelli d'Italia hanno precisato che il suggerimento non è mai arrivato. La premier, che non avrebbe motivi di ostilità verso il movimento di Farage, avrebbe rinnovato stima e amicizia, ribadendo però di non voler entrare nelle dinamiche politiche nazionali e nei rapporti tra partiti britannici.

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