Gloria Steinem, giornalista, scrittrice e attivista statunitense, è morta all'età di 92 anni nella sua casa di New York. La notizia della scomparsa, avvenuta il 2 settembre, è stata diffusa attraverso il suo profilo ufficiale sui social media. Steinem è stata una delle voci più influenti del femminismo della seconda ondata e ha dedicato l'intera esistenza alla battaglia per l'uguaglianza di genere, lasciando un'impronta profonda nella società, nel diritto e nei costumi.
Nata nel 1934, Steinem ha iniziato la carriera giornalistica negli anni Sessanta, distinguendosi per un approccio diretto e innovativo. Il suo lavoro investigativo, tra cui il celebre reportage in cui si finse cameriera in un club di New York per denunciare le condizioni delle lavoratrici, la rese una figura pubblica di primo piano. Nel 1972 ha cofondato la rivista «Ms.», la prima pubblicazione femminista mainstream negli Stati Uniti, che ha dato voce a temi come l'aborto, la violenza domestica e la parità salariale, contribuendo a portare le istanze del movimento nell'agenda politica nazionale.
L'attivismo di Steinem non si è limitato alla carta stampata. Ha partecipato attivamente alle campagne per la ratifica dell'Equal Rights Amendment, la proposta di emendamento costituzionale per garantire pari diritti legali a prescindere dal sesso, e ha sostenuto numerose battaglie civili, dai diritti riproduttivi alla lotta contro le molestie sul lavoro. Il suo impegno l'ha portata a viaggiare in tutto il mondo, diventando un punto di riferimento per generazioni di donne e per chiunque si occupi di giustizia sociale.
In un'intervista rilasciata nell'aprile 2024, Steinem aveva sintetizzato il suo pensiero con parole rimaste celebri: «Finché celebreremo la nascita di un figlio più di quella di una figlia, finché i bambini porteranno il cognome del padre, avremo una cultura patriarcale». Una riflessione che riassume la sua visione radicale e al tempo stesso concreta, incentrata sulla necessità di smantellare le strutture culturali profonde che perpetuano la disuguaglianza.
La scomparsa di Steinem lascia un vuoto enorme, ma il suo lascito è immenso. Ha contribuito a cambiare la percezione pubblica del femminismo, rendendolo un movimento di massa e non più una questione di nicchia. Ha ispirato innumerevoli attiviste e ha aperto la strada a una nuova generazione di giornaliste impegnate. La sua figura resta un simbolo di coraggio, intelligenza e determinazione, e la sua opera continuerà a influenzare le lotte per i diritti delle donne per molti anni a venire.