Il governo stringe sulla messa a punto delle misure della manovra, attesa mercoledì 28 ottobre in Consiglio dei ministri. Nel frattempo l'esecutivo mantiene un dialogo con la Commissione europea sull'utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia, la Nec, che intende impiegare per sostenere famiglie e imprese contro il caro energia.
Nel corso del vertice serale tra i leader della maggioranza, il terzo in sette giorni, si è parlato anche di pensioni. Secondo quanto si apprende, si sarebbe ipotizzata un'apertura su una formula di anticipo a 64 anni per il regime misto, tema su cui insiste il segretario della Lega Matteo Salvini, e su cui sarebbero arrivati segnali positivi. Il Carroccio ha fatto della previdenza una priorità, così come dell'innalzamento a 100mila euro della flat tax per le partite Iva. Durante il vertice non si sarebbe invece parlato del finanziamento all'Ucraina.
Al centro della manovra, riferiscono fonti di maggioranza, ci saranno «misure per famiglie e ceto medio, sostegno a giovani e anziani, interventi sul fisco, sostegno alle imprese e potenziamento del sistema sanitario». Le risorse disponibili saranno concentrate sugli interventi considerati prioritari, con l'obiettivo di sostenere il potere d'acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all'economia, senza perdere di vista la tenuta dei conti pubblici. Le forze di maggioranza sarebbero orientate a destinare le risorse soprattutto a incentivi alle imprese e a misure a favore delle famiglie.
Le misure sono state affinate in un confronto che ha coinvolto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Sul fronte europeo, fonti di maggioranza fanno sapere che le interlocuzioni con la Commissione proseguono in modo proficuo sull'utilizzo della Nec, in particolare per le misure in materia di energia. Un portavoce della Commissione ha riferito che la richiesta italiana di attivare la Nec è già stata valutata ed è attualmente all'esame del Consiglio, e che la collaborazione con le autorità italiane sull'applicazione pratica prosegue in modo costruttivo. Spetta in ultima istanza all'Italia decidere come avvalersi di tale flessibilità. L'esecutivo si dice cautamente ottimista sull'esito finale.
Sul ceto medio Forza Italia vorrebbe intervenire con un ampliamento dell'aliquota Irpef al 33 per cento, in due fasi, prima per i redditi fino a 55mila euro e poi per quelli fino a 60mila euro. Gli altri partiti della coalizione riterrebbero però questa misura di minore impatto immediato. L'orientamento prevalente sarebbe inserire interventi immediatamente percepibili, anche in vista di una possibile campagna elettorale in caso di voto anticipato in primavera. Tra le ipotesi sul tavolo figura un taglio del cuneo fiscale visibile in busta paga già dall'inizio dell'anno.
Resta aperto il nodo delle coperture. La legge di bilancio in preparazione vale 23,5 miliardi di euro, ma tolti i 14 miliardi destinati a energia e difesa, oggetto di negoziazione con la Ue, restano circa 9 miliardi per il resto delle misure. Si ipotizzano sgravi fiscali per gli under 30 a sostegno delle buste paga dei neoassunti, incentivi al lavoro delle donne, specialmente delle madri, e un contributo sulle spese sanitarie, soprattutto per le persone con redditi più bassi e per gli anziani, con una social card per la restituzione delle spese mediche. Forza Italia chiede inoltre aiuti fiscali alle Pmi e si valuta un'imposta agevolata per i truffati del Superbonus.
Tajani ha indicato una delle scelte in discussione: «Cercheremo di fare qualche scelta, per esempio la rivalutazione del capitale». Il vicepremier ha poi precisato che ci sarà un contributo di banche, assicurazioni e di altre realtà: «Non con una visione punitiva, bensì con una richiesta di collaborazione per aiutare l'Italia». Le banche di prossimità non verranno toccate e quelle di credito cooperativo saranno escluse dalla richiesta di contributi. Tajani ha inoltre annunciato il rinvio dell'introduzione di plastic tax e sugar tax di almeno sei mesi, oltre ad agevolazioni per i giovani con famiglia e per i congedi parentali.